don Antonio Savone – Commento al Vangelo del 11 Novembre 2021

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È sintomatica la richiesta dei farisei: quando, Signore? Atteggiamento che riconosciamo tipicamente nostro ogni volta che, in preda al panico che ha la meglio su di noi per i troppi segni di precarietà della vita di ogni giorno, ci poniamo alla ricerca di una qualche rassicurazione, proprio mentre vorremmo avere previsioni sul futuro più dettagliate. Come vorremmo sentirci dire che alcuni eventi drammatici non ci riguarderanno personalmente: se mai toccheranno le generazioni future!

Ma Gesù allarga il discorso invitando a non lasciarsi ingannare da ciò che accade. Anche le cose più drammatiche come guerre e rivoluzioni non sono il segno della fine.
Il problema, secondo Gesù, non è il quando ma il come. Come vivere – questo è il problema – dentro giorni segnati da visioni pesanti, angoscianti come quelle che continuamente sono sotto gli occhi di tutti?

Rifuggendo due atteggiamenti: il primo è quello di coloro che vivono la durezza dei tempi rifugiandosi, con una corsa a ritroso, nel passato. Un passato svigorito, reso sterile perché confinato in una occasione di puro rimpianto, di vuota nostalgia.
Il secondo atteggiamento da rifuggire è quello proprio di chi vive la durezza dei tempi con una frenetica corsa in avanti, perennemente in agitazione.
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AUTORE: don Antonio SavoneFONTE CANALE YOUTUBETELEGRAM

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