don Antonio Savone – Commento al Vangelo del 10 Novembre 2020

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‘Siamo servi inutili’…

Semplicemente servi… questo il senso di quel “servi inutili”, uomini e donne lontani dalla pretesa dei riconoscimenti, lontani da quella logica che ti vorrebbe impegnato solo per scatti di carriera. Si respira aria di vangelo là dove quello che viene fatto lo si fa solo per la gioia di farlo, in costante donazione, a servizio di tutti. Guai a commercializzare il servizio che la vita ci ha chiesto di assumere.

Si è discepoli quando, come il Maestro, non si compiono soltanto gesti di amore ma si diventa amore, un amore concreto, fattivo. Se il sole non può non illuminare, se l’acqua non può non bagnare, il discepolo non può non servire. Quando ha lavorato, quando si è fatto tutto a tutti, ha fatto solo ciò che gli spettava. Senza mai chiedere il conto a nessuno perché siamo in debito con tutti, gioiosi di poter amare gratuitamente. Nella vita, con l’atteggiamento di chi non è alla ricerca di una ricompensa e tantomeno di chi vuol raccogliere i frutti della sua opera.

Nella vita, dunque, facendo proprio lo stile di chi si spende senza riserve perché qualcun altro possa riprendere a sperare, anche se tu sei personalmente al buio…

Sei lieto semplicemente di aver servito, quotidianamente: servi senza utili, cioè senza pretese e senza rivendicazioni, la cui ricompensa – dirà Paolo in 1Cor 9,18 – è quella di predicare gratuitamente il vangelo, senza usare del diritto che pure il vangelo potrebbe conferire…

Ti basta solo sapere di aver aver favorito lo scorrere della vita, di essere stato nel luogo giusto al momento giusto. Si serve il Regno di Dio non facendo cose straordinarie ma dispensando bicchieri d’acqua, donando anche solo delle briciole del tuo tempo.
Servi inutili… servi non attraversati dalla bramosia di ricavare qualcosa di utile per se stessi.


AUTORE: don Antonio SavoneFONTE CANALE YOUTUBETELEGRAM