don Antonio Savone – Commento al Vangelo del 1 Luglio 2020

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Davvero strana la chiusa del vangelo odierno: “tutta la città allora uscì incontro a Gesù e, vistolo, lo pregarono che si allontanasse dal loro territorio”. Perché? Cosa aveva fatto di male? Di solito si finisce per cacciar fuori chi è ritenuto essere un elemento di disturbo al vivere sociale, chi, con la sua presenza e con la sua azione mina la quiete pubblica. Non aveva, forse, fatto del bene a due che erano prigionieri del male? Non c’era, forse, di che rallegrarsi? Se è vero che la salvezza di un solo uomo vale tutta l’economia della salvezza, la liberazione di due uomini vale l’economia di un intero paese.

Eppure, proprio la decisione di espellere Gesù come persona non gradita, attesta che per l’economia di quella città non era affatto vero che al centro del loro interesse ci fosse l’uomo con le sue esigenze e con le sue prospettive. Una mandria di porci vale molto più di due uomini liberati e restituiti alla loro integrità fisica e ai loro affetti.

Quanto diversa l’economia di Dio che per liberare un solo uomo arrivare ad annientare se stesso (cfr. Fil 2,5-11)!

Dio non risparmia se stesso per un uomo, invece, che preferisce una logica di estromissione e di morte credendo di poter trovare salvezza in una economia che sfamandoti ti affama. E così Gesù risulta essere persona non gradita perché svela ciò che anima tante nostre scelte improntate su criteri falsi.

Non è, forse, vero che costruiamo una economia che a noi sembra solida, sullo sfruttamento di non poche persone?

Non è, forse, vero che edifichiamo percorsi di diritto su strade di immoralità?

Non è, forse, vero che innalziamo veri e propri grattacieli sul sangue dei più deboli?

Non è, forse, vero che firmiamo trattati di pace avvalendoci di spargimento di sangue?

Non è, forse, vero che intravediamo scenari di benessere ma per pochi privilegiati?

Non è, forse, vero che a guidarci sono solo interessi di parte che non tengono conto del bene di tanti?

Non è, forse, vero che rincorriamo il massino per noi senza assicurare neppure il necessario per molti?

Non è, forse, vero che mentre immaginiamo un mercato globale riteniamo come antieconomica ogni forma di solidarietà?

Un Gesù che mette a nudo con la sua presenza e la sua opera i criteri che soggiacciono alle nostre scelte, va estromesso.

Non poche volte siamo come di fronte ad un bivio: tra l’utile e il bene cosa scelgo?


AUTORE: don Antonio Savone
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