Don Antonio Mancuso – Commento al Vangelo del 31 Marzo 2020

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E’ un vangelo che anticipa la passione e contiene la chiave di lettura di tutta la passione, morte e resurrezione di Gesù.

Si riconoscerà la divinità di Gesù proprio nel momento più basso… umano e doloroso: l’innalzamento sulla croce.

Gesù ha predicato… guarito… fatto miracoli… ma non è bastato questo per far comprendere la sua gloria… solo nella croce inizieranno ad aprirsi gli occhi della gente… di chi cerca veramente Dio.

Ed è proprio questo lo stile di Dio.
Del resto, non ce ne saremmo fatti niente di un Dio senza umanità… senza fragilità… senza sofferenza… senza tentazione… senza solitudine… senza tradimento… sarebbe stato un Dio troppo diverso e lontano da noi.

E, allora, evviva un Dio che ha sofferto… perché è dalla croce che viene fuori di che “pasta” è fatto…
La croce è una verifica della sua identità…

… e questo vale anche per noi! Da come viviamo le nostre croci si capisce di cosa siamo fatti…

Questo tempo di quarantena… questo tempo che è la nostra croce… manifesta veramente quello che siamo… in tutti i sensi!

Manifesta la nostra verità di cristiani… manifesta la nostra fedeltà alla preghiera… manifesta la nostra capacità o meno di sapere gestire il tempo… manifesta i nostri veri rapporti… e le nostre vere relazioni… i nostri veri affetti…

Non si sfugge da questa croce… dimmi come vivi la quarantena… è ti dirò che uomo sei… e ti dirò che cristiano sei!

Fonte

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