Don Antonio Mancuso – Commento al Vangelo del 28 Ottobre 2020

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Simone e Giuda. Si sa davvero poco di loro, se non che erano apostoli e lo rimasero fino alla fine. Ecco, forse è proprio questo ciò che è importante sottolineare: non hanno fatto cose grandi ma non hanno perso la rotta.

In questo elenco, infatti, c’è anche Giuda Iscariota, che “divenne traditore”. Lo divenne… non lo era. Forse era condizionato da altro… forse frequentava brutte amicizie… forse è stato preso dalla difficoltà economica. Non lo sappiamo… ma quello che certamente sappiamo è che è stato chiamato come gli altri… ma poi ha tradito Gesù.

Insomma, non gli è bastato essere chiamato… non gli è bastata la chiamata… la chiamata di Dio lo ha fatto diventare apostolo, ma non è bastata per mantenerlo nella condizione di apostolo. E non è un problema morale. Giuda non è semplicemente quello che ha sbagliato… o ha peccato. Nessuno degli apostoli era perfetto. E il peccato di Giuda non è da meno di quello di Pietro. Tradimento e rinnegamento non sono così diversi, il vero peccato di Giuda è il non essersi messo in discussione… non avere creduto ad un riscatto… ad una possibilità di riscatto. E tutto questo nonostante avesse conosciuto e seguito Gesù e nonostante fosse stato chiamato da Lui. Insomma, Giuda è la dimostrazione che si può perdere una vocazione.

Non ti adagiare sul fatto che conosci Gesù… che ti ha chiamato alla sua sequela… adesso dipende molto da te… da come reagisci… da come ti poni… da come vivi le tue relazioni… ecco, scegli tu: come vuoi essere cristiano?

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AUTORE: Don Antonio Mancuso
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