Don Antonio Mancuso – Commento al Vangelo del 25 Marzo 2020

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La festa dell’annunciazione è la festa di Maria discepola e madre dei discepoli.

Spesso si pensa che siccome Maria è stata scelta da Dio… per lei è stato tutto molto facile. Sì, purtroppo si pensa che giacché lei è stata concepita senza peccato originale… allora era dotata di una superforza. E pensando così si fa di Maria una divinità.

E invece no! Lei è stata discepola come tutti noi… anzi la prima!
E la caratteristica dei discepoli è quella di seguire Gesù… la sua Parola e ogni sequela è faticosa.
Non vi scandalizzate… Maria ha faticato… Maria ha sofferto la sequela. E ci insegna proprio questo, ci insegna a faticare nella sequela.

Immaginate la storia di Maria: solo lei poteva avere la certezza, al cento per cento, che ciò che le stava accadendo veniva da Dio.
Solo lei poteva essere sicura che il bambino che le stava crescendo in grembo era opera di Dio.
Eppure… nonostante questo… ha visto quel bambino crescere… prendere la sua strada… predicare… fare miracoli… ma poi anche essere perseguitato… rinnegato… rifiutato… frustato… messo in croce!
Come avrà vissuto tutto questo? Soffrendo.
Soffrendo e offrendo.
Perché Maria ci insegna una cosa fondamentale… nella sofferenza si può continuare ad amare. Sofferenza e amore non sono due concetti contraddittori e Maria li vive insieme e ci insegna a fare così.

Maria è stata chiamata e da quell’eccomi di Maria per coerenza è derivato tutto questo.
Anche per te è così! Ti definisci cristiano? Pensi di essere discepolo di Gesù? Bene… allora sappi che ogni tuo sì, ogni tuo eccomi comporta delle conseguenze da vivere…
Non esiste una gloria a basso prezzo!

Fonte

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