Don Antonio Mancuso – Commento al Vangelo del 25 Febbraio 2020

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Ci troviamo sempre a fare i conti con la nostra debolezza… con le nostre fragilità… con le nostre paure… con il nostro bisogno di essere visti… considerati dagli altri.

Dentro ciascuno di noi, vuoi o non vuoi, c’è il desiderio di essere grande… di essere più grande degli altri… più bravo… più simpatico… più…
E questo desiderio… questa fragilità ci porta a fare paragoni… a guardare gli altri con una leggera, il più delle volte, invidia.

Ecco… invidia e gelosia diventano le malattie spirituali delle nostre relazioni… dei veri e propri tumori che rovinano la serenità.
Vivere desiderare ciò che non si ha o avendo paura di perdere ciò che si ha… non è né facile né bello…

Gesù ci insegna la strada per la libertà… ci indica come fare per vivere da liberi: decentrarsi… uscire fuori dal proprio egoismo… dal proprio interesse… uscire da sé e concentrarsi sugli altri…

Insomma… se, davvero, vuoi vivere da discepolo… se davvero vuoi vivere felice… la strada è pensare agli altri… donare il tuo tempo… le tue energie… agli altri… amarli concretamente… essere al loro servizio… e questo renderà felice te… ma potrà anche cambiare la vita agli altri!


Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato. Se uno vuole essere il primo, sia il servitore di tutti.
Dal Vangelo secondo Marco Mc 9, 30-37 In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo. Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti». E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato». Parola del Signore