Don Antonio Mancuso – Commento al Vangelo del 24 Gennaio 2020

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Ci sono cose che non capiremo mai… ci sono misteri che possiamo arrivare a cogliere ma mai a comprendere chiaramente… ci sono fatti inspiegabili… a volte anche inaccettabili che però riescono a coesistere all’interno del progetto di Dio.

La chiamata di Dio è uno di questi misteri… Dio chiama… ha chiamato i dodici e ancora oggi chiama ciascuno di noi per un progetto specifico.

E la chiamata dei dodici ci fa comprendere qual è lo stile di Dio. La sua chiamata non è qualcosa di rigido e schematico… è un progetto che via via si va scrivendo insieme alla persona… con le sue qualità… con le sue fragilità… con la sua storia… con le sue scelte… con i suoi errori.

Dio chiama… e chi decide di mettersi in gioco inizierà una vera e propria avventura, sì perché seguire il Signore è come un viaggio. Dio indica la meta e ti indica anche la strada, ma ti lascia libero di sbagliare… di cadere… di rialzarti… ma soprattutto, non si stanca mai di starti accanto… pronto a risollevarti… ad accompagnarti…

Libertà… questa è la categoria della chiamata! Perché il vero criterio della chiamata è l’amore… e il vero elemento dell’amore è la libertà… libertà anche di decidere di non seguirlo.

Se Giuda ha potuto tradire Gesù… lo ha fatto solo perché Gesù lo ha amato veramente… e lo ha lasciato libero…

Fonte


Chiamò a sé quelli che voleva perché stessero con lui.
Dal Vangelo secondo Marco Mc 3, 13-19 In quel tempo, Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici –  che chiamò apostoli – , perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni. Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè “figli del tuono”; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì. Parola del Signore