Don Antonio Mancuso – Commento al Vangelo del 24 Febbraio 2020

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Ho letto più volte questo vangelo… l’ho meditato approfonditamente e mi sento, ora, di condividere qualcosa dei mille pensieri che mi vengono in mente.

Lo spirito muto e sordo.
Ci sono persone che si fanno prendere da questo spirito… ci sono persone affette da questa sordità e da questo mutismo. La sordità di chi non si lascia interrogare dalla Parola di Dio… di chi non ascolta l’altro perché non gli conviene… perché alla fine, il peggior sordo è quello che non vuol sentire! Ci sono persone che non sanno chiamare le cose per nome.
E così, la Parola di Dio scivola addosso e non riescono a dire il bene che vedono fuori e dentro di sé. E purtroppo, in più, chi è sordo e muto, alla fine… ascolta solo se stesso… autoalimentando le proprie false convinzioni!

… se non con la preghiera.
Ci sono situazioni che possono essere risolte con un confronto sano e sincero con qualcuno… un amico… un terapeuta… un bel libro.
Sì… non sottovalutiamo mai le sane relazioni… sono quelle che, spesso, ci aprono gli occhi su cose che non vediamo… sono quelle che ci mettono in crisi o in discussione facendoci comprendere cose per tanto tempo non siamo riusciti a comprendere… e anche le buone letture, spesso, aiutano… come le relazioni sane e belle… nutrono la nostra mente… la nostra intelligenza… aprono nuovi orizzonti… e possono anche cambiare il cuore!
Ma ci sono cose che possiamo affrontare e risolvere solo con Dio… con un’autentica relazione con Lui… con la sua Parola da leggere e meditare… con la celebrazione eucaristica da vivere fino in fondo. Sì… proprio così…
Attenzione però… non voglio essere frainteso… anche Dio sta all’origine e a fondamento delle belle e sane relazioni… è anche Lui che ci mette davanti persone (e libri!) per farci giungere dei messaggi che nutrono il cuore… ma in alcuni casi… è solo nell’intimità con Lui, nella Parola e nella Eucarestia, profondamente e intensamente incontrate e vissute, che avviene la guarigione del cuore.
Il procedimento è molto simile… arriva alle stesse conclusioni… nelle relazioni con gli altri, Dio nutre i nostri sensi e la nostra mente per arrivare al cuore. Nella relazione con Lui, Dio nutre il cuore per cambiare i nostri sensi e la nostra mente.

Credo; aiuta la mia incredulità.
Da quando l’ho scoperta… l’ho incontrata… è diventata la mia preghiera personale e quotidiana durante l’eucarestia.
Credo: è un atto… una decisione… esprime una volontà… uno stile di vita… un desiderio di continua conversione…
Aiuta la mia incredulità: è il riconoscimento che la fede non è un atto magico ma è un cammino…
è il riconoscimento che non possiamo mai sentirci arrivati…
è il riconoscimento che ci sono cadute… imperfezioni… errori…
è il riconoscimento che non si può fare a meno di Dio… neanche per un istante…
è il riconoscimento della nostra umanità… della nostra fragilità…
è il riconoscimento che solo Lui è all’origine della nostra fede… e non la nostra bravura…
e allora… ogni volta che alzo l’eucarestia… non posso fare a meno di pronunciare col cuore…
Credo! aiuta la mia incredulità!

Credo, Signore: aiuta la mia incredulità.
Dal Vangelo secondo Marco Mc 9, 14-29 In quel tempo, [Gesù, Pietro, Giacomo e Giovanni, scesero dal monte] e arrivando presso i discepoli, videro attorno a loro molta folla e alcuni scribi che discutevano con loro. E subito tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. Ed egli li interrogò: «Di che cosa discutete con loro?». E dalla folla uno gli rispose: «Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto. Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». Egli allora disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me». E glielo portarono. Alla vista di Gesù, subito lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava schiumando. Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose: «Dall’infanzia; anzi, spesso lo ha buttato anche nel fuoco e nell’acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità!». Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito impuro dicendogli: «Spirito muto e sordo, io ti ordino, esci da lui e non vi rientrare più». Gridando, e scuotendolo fortemente, uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «È morto». Ma Gesù lo prese per mano, lo fece alzare ed egli stette in piedi. Entrato in casa, i suoi discepoli gli domandavano in privato: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera». Parola del Signore