Don Antonio Mancuso – Commento al Vangelo del 21 Gennaio 2022

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In poche parole c’è tutto: c’è la chiamata Dio e la risposta dell’uomo. E la vita del credente si muove dentro questo spazio… la vita di fede possiede questa libertà di movimento dovuta alla sua risposta che non è mai uguale ma sempre diversa perché chi risponde possiede una storia del tutto personale, unica.

Allora, ognuno risponde secondo le proprie capacità… ma ciò che caratterizza la risposta, seppure nella diversità della persona, è questa doppia caratteristica che deve avere: l’intimità col Signore (stare con lui) e la missione (andare a…).

Se cristiani dobbiamo essere, non possono mancare entrambe queste caratteristiche: la dimensione contemplativa (preghiera, adorazione, sacramenti) e la dimensione attiva (missione, testimonianza, apostolato).

Ognuno, poi, vive queste due caratteristiche all’interno della propria vita e con modalità del tutto personali.

Attenzione, però: l’essere stati chiamati… l’avere risposto… l’averlo conosciuto, seguito, servito… non dà garanzia del “per sempre” della propria chiamata… della propria vocazione.

Si può perdere una vocazione? Certo!
Può finire un matrimonio, un sacerdozio, una vita di fede? Sì, tutto può finire. E il fatto che finisca non significa che non c’è mai stata la chiamata… non significa che la risposta non sia stata autentica!

Gesù, dopo avere pregato, chiamò i discepoli e tra questi c’era anche Giuda che poi lo tradì. Chiamato come tutti… e come tutti aveva risposto… ma non ha saputo perseverare… non ha saputo custodire e difendere la propria vocazione!

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I doni di Dio vanno custoditi, difesi, protetti… per sempre!

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AUTORE: Don Antonio Mancuso PAGINA FACEBOOK

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