Don Antonio Mancuso – Commento al Vangelo del 20 Novembre 2020

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La meditazione del vangelo di oggi mi aiuta a centrare la mia vita di fede su ciò che è essenziale: Gesù Cristo e la relazione con Lui nella preghiera.

Sembra banale come riflessione, ma spesso, proprio le persone più vicine alla chiesa… quelle che frequentano di più… che seguono messe e catechesi… o addirittura collaboratori del parroco, sono quelle che pregano di meno.

Magari perché delegano la loro formazione spirituale ad un ascolto o una partecipazione passiva alla formazione stessa. Insomma, il rischio è quello di sostituire la propria preghiera e formazione o ascoltando catechesi e omelie o semplicemente con l’idea di lavorare e fare servizio in parrocchia.

La preghiera, invece, è ben altro. Non è dire le preghiere né ascoltarle, ma è lasciarsi coinvolgere con il corpo, la mente e il cuore in un rapporto appassionante e passionale con il Signore, con la sua Parola letta, ascoltata, interiorizzata e vissuta.

Ci sono mille modi di pregare… ma tutti devono avere la Parola come sfondo… come senso… come confronto… come ispirazione… altrimenti non si sta pregando ma si sta parlando con l’amico immaginario!

La preghiera ha bisogno di uno spazio proprio… di un tempo dedicato… di concentrazione… e di concretizzazione nella vita.

La preghiera è abitare e lasciarsi abitare dalla Parola… e col tempo lasciarsi cambiare da essa.

Non si può fare a meno della preghiera… perché senza la preghiera la nostra vita rischia di andare in balia degli eventi…

La preghiera, invece, è il timone della nostra vita… le dà una direzione e la porta al porto sicuro anche nei momenti di tempesta.

Prega e la vita sarà più bella!

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AUTORE: Don Antonio Mancuso PAGINA FACEBOOK

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