don Antonello Iapicca – Commento al Vangelo del 16 Maggio 2020

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NELL’ARCA DELLA CHIESA PER SALVARE IL MONDO

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Parafrasando il titolo di un film si può affermare che “Il mondo non è un paese per cristiani”. Nessun luogo di questo mondo è realmente favorevole ai cristiani. Solo una lettura sentimentale e rassicurante del Vangelo e della storia ci fa pensare che il mondo possa divenire la dimora di Cristo e dei suoi discepoli. Laddove i cristiani vivono secondo il Vangelo ne diventano testimoni, ovvero martiri. Anche nei Paesi che concedono ampie libertà religiose, se la vita dei cristiani si fa autentica, la loro presenza diviene scomoda e, alla lunga, insopportabile. Laddove i cristiani sono accettati o amati significa che hanno perduto qualcosa o tutto della loro primogenitura. La Chiesa è per sua natura una profezia che illumina e scuote, un segno di contraddizione. Per questo il mondo “la odia”. Esso, infatti, ama ciò che è suo, e rifiuta quello che non gli appartiene e la Chiesa, pur essendo “nel” mondo, non è “del” mondo; è un anticipo di Cielo che il mondo non può accettare perché vive sotto il dominio di satana. La Chiesa è come un insetto penetrato nell’occhio, dà fastidio e deve essere rimosso perché chi si imbatte nella sua testimonianza, scopre d’improvviso la menzogna che lo tiene schiavo. E la verità, quando si rivela, per l’uomo vecchio è insopportabile. 

Ma guai se non vi fosse la Chiesa nel mondo! Gli uomini sarebbero inghiottiti dalle sabbie mobili della menzogna. Per questo la Chiesa è il segno dell’amore di Dio che non lascia nessuno nell’inganno. E’ una sveglia che suona a ogni minuto, ricordando l’appuntamento con la verità che attende ogni uomo. La Chiesa è l’arca di Noè costruita nel bel mezzo di una pianura: annuncia qualcosa che la stoltezza piegata sul contingente non può discernere. Come quell’arca, profetizza il diluvio che svelerà la vanità del mondo, offrendo in anticipo, come segno di un amore più forte del peccato, il Legno che può salvare. I figli della Chiesa sono dunque angeli che annunciano e incarnano una notizia che stravolge e desta i cuori addormentati: la morte esiste e il peccato è la radice di ogni male, ma sono vinti in Cristo risorto! Infatti, tutto quello che accade nella vita di un cristiano accade a Cristo: “le membra autentiche e fedeli di Cristo possono dire di sé, in tutta verità, ciò che egli è, anche Figlio di Dio, anche Dio. Ma ciò che egli è per natura, le membra lo sono per partecipazione; ciò che egli è, lo è in pienezza, esse lo sono solo parzialmente. Infine ciò che il Figlio di Dio è per generazione, le sue membra lo sono per adozione” (Isacco della stella). Per questo la Chiesa “deve” essere rifiutata come il suo Signore. Perché il mondo si salvi – forse anche un figlio, un parente, un collega, un vicino di casa – “deve” vomitare il male sino all’ultima goccia, e questo deve raggiungere e uccidere e seppellire la Chiesa e i suoi figli.

In India come duemila anni fa nelle province dell’Impero Romano, nel Giappone di tre secoli fa come nella Vandea della Francia rivoluzionaria, come oggi in Siria e in Iraq, come in ogni luogo dove oggi giungeremo, con il mondo, il demonio e la carne a farci guerra per provare l’autenticità della nostra fede, perché sia rivelata e offerta a tutti la Verità: anche noi crocifissi con Cristo per testimoniare e offrire al mondo il segno a cui appoggiarsi per lasciare il peccato e credere all’amore di Dio che apre il Cielo per ogni uomo. 

Per questo i cristiani sono fanno parte, ciascuno così come è, delle “diverse specie” scelte da Dio e fatte entrare nell’Arca di Noè, immagine della comunità cristiana che raduna i poveri, gli storpi, i ciechi, i nevrotici; tu ed io… Noè significa “Giusto”, ed è immagine di Cristo che chiama e unisce a sé la comunità di “giusti”, ovvero “giustificati” gratuitamente, perché il mondo che “non conosce” il Messia, possa imparare a conoscerlo contemplando l’arcobaleno della sua vittoria sul diluvio di male che si abbatte ogni giorno sul mondo, in fabbrica come a scuola, nelle famiglie come nei paesi in guerra. Il mondo, infatti, è come il sepolcro nel quale fu deposto il Signore, ma dal quale è uscito vittorioso. Per questo la Chiesa nel mondo è come un’Arca che solca il diluvio senza affondare nella morte: coraggio allora, perché la tua vita nella Chiesa è più forte della morte! I matrimoni cristiani sono immagine del Cielo, fondati sul perdono che rompe le barriere dell’egoismo e del peccato, come i fidanzamenti casti, come il lavoro, lo studio, perché in ogni aspetto delle loro esistenze risplende l’arcobaleno della nuova ed eterna Alleanza nel sangue di Cristo, il destino che attende ogni uomo. 


AUTORE: don Antonello Iapicca
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