d. Giampaolo Centofanti – Commento al Vangelo del 30 Aprile 2020

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Possiamo andare a Dio per attrazione e non per dovere. Un cammino graduale: lo Spirito bussa al tempo opportuno più manifestamente al cuore di una persona e se questa cerca di accoglierlo viene sempre più. E il dono dello Spirito è Cristo stesso che viene in noi e con amore ci porta verso una vita risorta integralmente, spiritualmente, umanamente, con ogni bene. A darci vita è il suo amore che ci guarda con comprensione, ci perdona, ci riempie il cuore.

Dio per compagno

Marcello che è triste, Filippa che grida,
il gatto che salta la palizzata, la verde
vallata nel sole d’estate, lo stadio
ha per spalti catene di alpi, che Maracanà…
Ed io ancora attendo, la gente che scende
nel sole sabatino, di festa (serena? Chissà?). Io ancora attendo la tua nuova venuta, chissà…
Ma più di ogni cosa io vedo quell’aquilone
che vuole salire, salire, restare nel cielo, da te.

Poesiola tratta da Piccolo magnificat, un canto di tanti canti (poesie che un prete ha sentito cantare, inavvertitamente, dalla vita, dalla sua gente).

A cura di don Giampaolo Centofanti su il suo blog