d. Giampaolo Centofanti – Commento al Vangelo del 23 Marzo 2020 – Gv 4, 43-54

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La fede di una persona può crescere o meno per la fede o meno dell’ambiente in cui vive. I galilei hanno incontrato tanta gente a Gerusalemme. La diversa accoglienza verso Gesù di molti ha aiutato la poca fede dei galilei.

Ha aiutato anche vedere questo Gesù che non imbonisce i notabili della città santa, altezzosa nei confronti dei periferici. Anzi scaccia i mercanti dal tempio. Ma una nuova apertura matura gradualmente. Gesù torna su quanto aveva detto nella sinagoga a Nazareth: se non vedete segni e prodigi, voi non credete. Ma ora può aiutare una maturazione.

Al funzionario che gli chiede di scendere a guarire il figlio moribondo dice di andare, perché suo figlio vive. Gli propone dunque un certo salto nella fede. Ossia di credere che Gesù può compiere miracoli anche a distanza. Senza il bisogno di andare, compiere qualche gesto magico da vicino. Chiede la fiducia nella sua Parola.

Evidentemente in questo caso specifico questa fiducia avrebbe ridato vita nel profondo a quella famiglia, prima attaccata ad un relazionarsi troppo fermo alla esteriorità dei fatti. Fiducia in Dio, fiducia anche nel familiare, comprensione al di là delle apparenze. Questa rinascita si vede anche dai servi, che gli vanno incontro con gioia per dargli la buona notizia. Prima considerati poco, ora ascoltati con grande attenzione.

Un piccolo gesto di fede, uno spiraglio aperto allo Spirito, fa rinascere un’intera comunità familiare.

Luci nella via

In quell’anonima strada di periferia
chi avrebbe pensato di incontrare
la vita. Questo diceva confusa, nuova,
l’anziana signora.

Le avessi potuto parlare,
le avrei detto del potersi fidare, del non credere
all’inganno solo viscerale.

Le avrei detto:
se viene una luce lasciati portare,
non temere il deserto se lo vuole il cielo,
ma temi le verdi praterie senza notte,
né luna, né stelle, né pioggia, il lume artificiale.

Poesiola tratta da Piccolo magnificat, un canto di tanti canti (poesie che un prete ha sentito cantare, inavvertitamente, dalla vita, dalla sua gente): https://gpcentofanti.wordpress.com/2015/07/02/piccolo-magnificat-5/

A cura di don Giampaolo Centofanti su il suo blog