d. Giampaolo Centofanti – Commento al Vangelo del 2 Settembre 2020

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Talora nella sua delicatezza Gesù fa sperimentare piccoli salti nella fede, in cose piccole. Come il lasciarsi prendere per mano da Lui e sentire che uno stato ansioso si rasserena. Passaggi esteriormente non vistosi che invece aprono un mondo a tutto un gruppo di persone.

E quel normalissimo consorzio umano diventa canale di grazia, luce di speranza, per un intero paese. Può venire un tempo in cui si vorrebbe stare sempre vicino ad un Dio di cui si scoperti molti doni. Ma il cammino è fatto così: Dio viene, si manifesta, rinnova la vita ma poi vi è di nuovo il turbamento di un oltre, verso Dio e verso gli uomini.

Una Luce più profonda, un amore più impegnato, una vita più piena. Anche in questo dunque la fede cambia gli sguardi: un’incomprensione di cosa stia combinando Cristo nella mia vita, un vederlo sparire alla vista, andarsene, non sono oscurità senza senso ma grazie, preparazioni, passaggi, verso un oltre. Dio è più grande del nostro cuore, afferma Giovanni nella sua prima lettera al capitolo 3 versetto 20.


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