d. Giampaolo Centofanti – Commento al Vangelo del 14 Maggio 2020

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La graduale assiduità nell’accogliere la luce scava, scava, come nei discepoli di Emmaus. Ma poi, scavato molto, o entri in una nuova conversione o regredisci: il segno chiaro è l’insuperbire e il deviare, svuotandosi. Rimanere e crescere sempre.

Se cincischio di continuo non cercando di distinguere la luce serena di Dio dai mille luccichii, dalle mille voci e motivazioni fasulle interne ed esterne, conseguentemente resto impantanato nelle mie confusioni e sofferenze. In una vita, in rapporti, vissuti, capiti, male.

Può rivelarsi un dono scegliersi momenti di pace, di preghiera, nei quali meditare su atteggiamenti non condizionati da ingannevoli agitazioni. Poi crescere in ciò. Pensare prima di agire. Rimanere nel suo amore e rimanere in noi mentre tutto il resto spinge ad un inutile, svuotante, dispendio di energie. Si può talora passare, all’opposto, in un rimanere serioso, non di un cuore in conversione continua.

Per esempio un non saper scherzare: o offendo, sono maleducato o non scherzo. Lo Spirito invece invece è buono, benefico, agile, acuto, inoffensivo come vediamo nel libro della Sapienza (Sap 7, 22-30). Stimolati alla semplicità, alla profondità, alla creatività…

A cura di don Giampaolo Centofanti su il suo blog


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