d. Giampaolo Centofanti – Commento al Vangelo del 12 Novembre 2020

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Non so con quale spirito quei farisei pongono a Gesù la domanda sui tempi del regno di Dio ma certo si tratta di un quesito che sorge anche in un profondo cammino di fede. Perché si comincia ad intuire che la grazia è misteriosa e può sconvolgere la vita.

La risposta di Cristo è come sempre profonda, al punto che la Chiesa stessa non finisce di comprenderla meglio. Il regno di Dio viene con delicatezza, gradualità, spesso nella semplicità e nel nascondimento della vita quotidiana.

Spesso le apparenze possono risultare tanto fumo e niente arrosto. Così chi cammina a lungo nella fede si immunizza da tante chiacchiere, fame, onori e riconoscimenti terreni. Ogni persona, sia pure con i propri limiti, è un dono di Dio, portatrice di qualche spicchio di verità. La qualcosa aiuta a non ritenere di aver compreso tutto noi.

Voler imporre agli altri le proprie vedute, anche buone, significa ostacolare la venuta di Gesù, fino al punto in varia misura di rifiutarlo. Dando parola e spazio agli altri è tutta la compagine ecclesiale che può maturare nei discernimenti.


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