Contemplare il Vangelo di Domenica 5 novembre 2017 – Mt 23, 1-12

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Giorno liturgico: XXXI Domenica (A) del Tempo Ordinario

Commento al Vangelo a cura del Rev. D. Miquel PLANAS i Buñuel (Montornès del Vallès, Barcelona, Spagna)

«Chi si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato»

Oggi, il Signore ci fa un ritratto delle persone notabili di Israele (farisei, maestri della legge…). Questi vivono una situazione superficiale, non sono altro che apparenze: «Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini» (Mt 23,5). E, inoltre, cadendo nella incoerenza, «perché dicono e non fanno» (Mt 23,3), si fanno schiavi del proprio inganno nel cercare solo l’approvazione o l’ammirazione degli uomini. Da questo dipende la loro consistenza. Per sè stessi non sono altro che patetica vanità, orgoglio assurdo, vacuità… stupidità.

Dagli inizi dell’umanità continua ad essere la tentazione più frequente; la vecchia serpente continua a mormorare nel nostro orecchio: « il giorno in cui voi ne mangiaste [del frutto dell’albero che sta nella parte interna del giardino], si apriranno i vostri occhi e sarete come Dio, conoscendo il bene e il male» (Gn 3,5). E continuiamo ricadendo, ci facciamo chiamare: “rabbì”, “padre” y “guide”… e tanti altri ampollosi qualificativi. Troppe volte vogliamo occupare i posti che non ci corrispondono. E’ l’attitudine farisaica.

I discepoli di Gesù non devono essere così, anzi: «Il più grande tra voi sia vostro servo» (Mt 23,11). E siccome abbiamo un unico Padre, tutti loro sono fratelli. Come sempre, il vangelo ci lascia ben chiaro che non possiamo disgregare la dimensione verticale (Padre) e orizzontale (nostro) o, come spiegavo domenica scorsa, «amerai il Signore Dio tuo (…). Amerai il prossimo tuo come te stesso» (Mt 22,37.39).

Tutta la liturgia della Parola di questa domenica è imbevuta dalla tenerezza e per la esigenza, della filiazione e della fraternità. Facilmente risuonano nel nostro cuore le parole di San Giovanni: «Se uno dice: «Io amo Dio» e odia suo fratello, è un bugiardo» (1Gn 4,20). La nuova evangelizzazione –sempre più urgente- richiede fedeltà, fiducia, sincerità con la vocazione che abbiamo ricevuto nel battesimo. Se lo facciamo si illuminerà «il sentiero della vita, gioia piena alla tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra» (Sal 16,11).

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XXXI Domenica del Tempo Ordinario – Anno A

Mt 23, 1-12
Dal Vangelo secondo  Matteo

1Allora Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli 2dicendo: «Sulla cattedra di Mosé si sono seduti gli scribi e i farisei. 3Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. 4Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. 5Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; 6si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, 7dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente. 8Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. 9E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. 10E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. 11Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; 12chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 05 – 11 Novembre 2017
  • Tempo Ordinario XXXI
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo A
  • Salterio: sett. 3

Fonte: LaSacraBibbia.net

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