Contemplare il Vangelo di oggi, mercoledì 14 dicembre 2016

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Contemplare il Vangelo di oggi

Giorno liturgico: Mercoledì
Terza settimana del Tempo di Avvento

Lc 7,19-23: In quel tempo, Giovanni chiamati due dei suoi discepoli li mandò a dire al Signore: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”».

In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».

Commento: Rev. D. Bernat GIMENO i Capín (Barcelona, Spagna)

«I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati…»

Oggi, quando notiamo che nella nostra vita non sappiam cosa ci attende, quando perdiamo l’illusione perché non abbiamo il coraggio di guardare oltre i nostri limiti, quando siamo felici per essere fedeli a Gesù Cristo e, allo stesso tempo, ansiosi o lànguidi per non assaporare i frutti della nostra missione apostolica, il Signore vuole che ci chiediamo come Giovanni Battista: «Dobbiamo aspettare un altro» (Lc 7,20).

È chiaro, il Signore è “furbo” e vuole approfittare questa nostra incertezza –perfettamente normale- in modo da farci esaminare tutta la nostra vita, per farci vedere le nostre deficienze, i nostri sforzi, le nostre malattie… e, così, riaffermarci nella nostra fede e moltiplicare “infinitamente” la nostra speranza.

Il Signore non ha limiti quando si tratta di compiere la Sua missione: «i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi vengono sanati…» (Lc 7,22). Dove ho risposto la mia speranza? Dove ho riposto la mia felicità? Poiché la speranza è strettamente legata con la felicità interiore, il cristiano, ovviamente, deve vivere come una persona qualsiasi, ma sempre con lo sguardo fisso su Cristo, che non ci abbandona mai.

Un cristiano non può vivere la sua vita al margine di Cristo e del Suo Vangelo. Centriamo quindi il nostro sguardo in Lui, che tutto può, e non poniamo limiti alla nostra speranza. «In Lui troverai molto più di quel che puoi osare o chiedere» (San Giovanni della Croce).

La liturgia non è un “gioco sacro”, e la Chiesa ci propone questo tempo di Avvento perché vuole che ogni fedele riaffermi in Cristo la virtù della speranza nella propria vita. Spesso la perdiamo perché ci fidiamo troppo delle nostre proprie forze e non vogliamo riconoscerci “malati”, bisognosi della mano sanatrice del Signore.

Ma così deve essere, e Poiché Lui ci conosce e sa che siamo fatti tutti della stessa “pasta”, ci offre la Sua mano salvatrice. -Grazie, Signore, per avermi fatto uscire dal fango ed avermi riempito il cuore di speranza.

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Oggi siamo sorpresi da questa domanda di Giovanni. In realtà, sa già che Gesù è il Messia: Lo aveva battezzato e Lo aveva designato come il Salvatore.

Ma ora il Battista vuole che i suoi seguaci vadano a Gesù Cristo. E ‘come se avessi detto:’ Io sono solo il precursore; Egli è il Salvatore. Andate a domandate a lui direttamente, restate con Lui.

I tuoi genitori, il tuo catechista … ti parlano di Gesù. Ma tu stesso devi andare e stare con Lui.

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