Contemplare il Vangelo di oggi 8 Aprile 2020

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Vangelo di oggi

Mercoledì della Settimana Santa

Commento: P. Raimondo M. SORGIA Mannai OP (San Domenico di Fiesole, Florencia, Italia)

«In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà»

Oggi, il Vangelo ci propone -almeno- tre considerazioni. La prima è che, quando l’amore verso il Signore si intiepidisce, allora la volontà cede ad altri reclami, dove la voluttuosità sembra offrirci piatti più saporiti, ma in realtà, condimentati da veleni degradanti e inquietanti. Data la nostra nativa debolezza, non dobbiamo permettere che diminuisca il fuoco del fervore che, se non sensibile,(sensibilmente) almeno mentale,(mentalmente) ci unisce a Colui che ci ha amati fino ad offrire la sua vita per noi.

La seconda considerazione si riferisce alla scelta misteriosa del luogo dove Gesù vuole consumare la sua cena pasquale. «Andate in città, da un tale, e ditegli: Il Maestro ti manda a dire: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli» (Mt 26,18). Il proprietario della casa, forse non era un amico dichiarato del Signore, però doveva avere l’orecchio attento per ascoltare le chiamate “interiori”. Il Signore gli avrebbe parlato nell’intimo–come spesso ci parla- attraverso mille incentivi perché Gli aprisse la porta. La sua fantasia e la sua onnipotenza, sostegni dell’amore infinito con cui ci ama, non conoscono confini e si esprimono sempre in modo adeguato ad ogni situazione personale. Quando sentiremo la chiamata dovremo “rinunciare”, lasciando da parte i sofismi e accettare allegramente questo “messaggero liberatore”. E’ come se qualcuno si presentasse alla porta della prigione e ci invitasse a seguirlo, come fece l’Angelo con Pietro dicendogli: «Presto, alzati e seguimi!» (Atti. 12,7).

Il terzo motivo per la meditazione ce lo offre il traditore che cerca di nascondere il suo crimine davanti allo sguardo scrutatore dell’Onnisciente. Lo avevano già intentato lo stesso Adamo e dopo il figlio fratricida, Caino, ma inutilmente. Prima di essere il nostro esattissimo Giudice, Dio si presenta come padre e madre, che non si rassegna all’idea di perdere un figlio. Gesù soffre con tutto il cuore non tanto per essere stato tradito ma per vedere un figlio che si allontana irrimediabilmente da Lui.

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