Contemplare il Vangelo di oggi 28 Aprile 2020

208

Vangelo di oggi

Martedì III di Pasqua

Commento: Rev. D. Joaquim MESEGUER García (Rubí, Barcelona, Spagna)

«È il Padre mio che vi dà il pane dal cielo»

Oggi, nelle parole di Gesù possiamo constatare la contrapposizione e la complementarietà tra il Nuovo e il Vecchio Testamento: l’Antico è il simbolo del Nuovo e nel Nuovo le promesse fatte da Dio ai padri nell’Antico, arrivano alla sua pienezza. Così la manna che mangiarono gli israeliti nel deserto non era l’autentico pane del cielo, bensì il simbolo del vero pane che Dio, nostro Padre, ci ha dato nella persona di Gesù, che è stato inviato come Salvatore del mondo. Mosè sollecitò a Dio, in favore degli israeliti, un alimento materiale; Cristo, invece, dona se stesso come alimento divino che concede la vita.

«Quale segno dunque tu fai perché vediamo e possiamo crederti? Quale opera compi ?» (Gv 6,30), esigono increduli e impertinenti i giudei. Gli è sembrato poco il segno della moltiplicazione dei pani e dei pesci fatta da Gesù il giorno prima? Perché ieri volevano proclamare re Gesù e oggi non gli credono? Che incostante, , è il cuore umano a volte! Dice San Bernardo di Chiaravalle: «Gli impuri si aggirano, perché naturalmente, vogliono dar soddisfazione all’appetito, e stupidamente disprezzano il modo di ottenere il fine». Così succedeva con i giudei: sommersi in una visione materialista, pretendevano che qualcuno li alimentasse e soluzionasse i loro problemi, però non volevano credere; questo era tutto quello che a loro interessava di Gesù. Non è questa la prospettiva di chi desidera una religione comoda, fatta su misura, senza impegno?

«Signore, dacci sempre questo pane» (Gv 6,34): che queste parole pronunciate dai giudei nel loro modo materialista di vedere la realtà, siano dette da me con la sincerità che mi può dare la fede; che siano la vera espressione del desiderio di alimentarmi con Cristo e di vivere unito a Lui per sempre.


AUTORE: Autori Vari
FONTE: Evangeli.net
SITO WEB: http://evangeli.net