Contemplare il Vangelo di oggi 27 Marzo 2020 – Gv 7, 1-2. 10. 25-30

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Vangelo di oggi

Venerdì della IV settimana di Quaresima

Commento: Fr. Matthew J. ALBRIGHT (Andover, Ohio, Stati Uniti)

«Nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora»

Oggi, il Vangelo ci permette di contemplare la confusione nata sull’identità e la missione di Gesù Cristo. Quando le persone sono messe di fronte a Gesù, ci sono incomprensioni ed ipotesi su chi Egli è, come in lui vengono o no soddisfatte le profezie del Vecchio Testamento e su quello che da Lui verrà fatto. Le ipotesi e pregiudizi portano alla frustrazione e alla rabbia. Questo è stato sempre così: la confusione su di Cristo e l’insegnamento della Chiesa suscita polemiche e divisioni religiose. Il gregge viene disperso, se le pecore non riconoscono il tuo pastore!

La gente dice, «Sappiamo da dove viene quest’uomo. Invece, quando il Cristo verrà, nessuno saprà da dove» (Gv 7,27), e concludono che Gesù non può essere il Messia perché Egli non risponde all’immagine di ” Messiah “, in cui erano stati istruiti. Inoltre, sanno che i capi dei sacerdoti vogliono ucciderlo, ma allo stesso tempo vedono como Egli si muove liberamente senza essere arrestato. Quindi si domandano se forse le autorità «abbiano capito, dopo tutto, che è davvero lui il Cristo?» (Gv 7,26).

Gesù salva la confusione identificandosi Lui stesso come colui spedito da quello che è “veritiero” (cfr Gv 7,28). Cristo è consapevole della situazione, tale come ci relatta Giovanni, e non viene toccato da nessuno perché per Lui non è ancora il momento di rivelare pienamente la sua identità e missione. Gesù sfida le aspettative mostrandosi, non come un lider conquistatore che arriva per rovesciare il dominio romano, ma come il “Servo Sofferente” di Isaia.

Il Papa Francesco scrisse: “La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita di coloro che sono con Gesù.” È urgente per noi per aiutare ciascuno di andare oltre le ipotesi ei pregiudizi su chi è Gesù e che cosa è la Chiesa, e anche di facilitare l’incontro con Gesù. Quando una persona viene a sapere che Gesù è veramente, allora abbondante gioia e pace.

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