Contemplare il Vangelo di oggi 26 Marzo 2020 – Gv 5, 31-47

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Vangelo di oggi

Giovedì della IV settimana di Quaresima

Commento: Rev. D. Miquel MASATS i Roca (Girona, Spagna)

«Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera»

Oggi, il Vangelo ci insegna come Gesù affronta la seguente obiezione: si legge nel Dt 19,15, affinché una testimonianza sia efficace deve essere convalidata da due o tre testimoni. Gesù allega a suo favore la testimonianza di Giovanni Battista, la testimonianza del Padre –che si manifesta nei miracoli eseguiti da Lui- , e, finalmente, la testimonianza delle Scritture.

Gesù Cristo rinfaccia a coloro che lo ascoltano tre impedimenti che hanno per riconoscerlo come il Messia Figlio di Dio: la mancanza di amore a Dio; l’assenza di rettitudine di intenzione –cercano solo la gloria umana- e l’interpretazione interessata delle Scritture.

Il Santo Padre Giovanni Paolo II scriveva: “Alla contemplazione del volto di Cristo solo si giunge ascoltando lo Spirito del Padre, perché nessuno conosce il Figlio al di fuori del Padre (cf. Mt 11,27). Quindi, è necessario la rivelazione dell’Altissimo. Ma, per accorgliela , è indispensabile mettersi in atteggiamento di ascoltare”.

Per questo, bisogna tener conto che per riconoscere Gesù Cristo come vero Figlio di Dio, non è sufficiente con le prove esterne che ci vengono proposte; è molto importante la rettitudine nella volontà, vale a dire, le buone disposizioni.

In questo tempo di Quaresima, intensificando le opere di penitenza che facilitano la rinnovazione interiore, miglioreremo le nostre disposizioni interiori per contemplare il vero volto di Cristo. Per questo, san Josemaria ci dice: “Quel Cristo che tu vedi non è Gesù. Sarà, semmai, la triste immagine che i tuoi occhi torbidi possono formare… Purificati. Rischiara il tuo sguardo con l’umiltà e la penitenza. Poi… non ti mancheranno le limpide luci dell’Amore. E avrai una visione perfetta. La tua immagine sarà realmente la sua: Lui!”.

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