Contemplare il Vangelo di oggi 13 Marzo 2020 – Lc 15, 1-3.11-32

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Vangelo di oggi

Sabato della II settimana di Quaresima

Commento: Rev. D. Antoni CAROL i Hostench (Sant Cugat del Vallès, Barcelona, Spagna)

«Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te»

Oggi, vediamo la misericordia, la nota caratteristica di Dio Padre, nel momento in cui contempliamo una Umanità “orfana”, perché –smemorata- non sa che è figlia di Dio. Cronin parla di un figlio che andò via di casa, dissipò denaro, salute, l’onore della famiglia…fu imprigionato. Poco prima di uscire in libertà, scrisse a casa: se i suoi lo perdonavano che mettessero un fazzoletto bianco sul melo, vicino alla ferrovia. Al vederlo sarebbe tornato a casa; se no, non lo avrebbero più visto. Il giorno che uscì dal carcere, arrivando, non si azzardava a guardare, ci sarà il fazzoletto? «Apri gli occhi!…Guarda!» gli disse un compagno. E rimase a bocca aperta: nell’albero non c’era solo un fazzoletto bianco, ma centinaia di questi; era pieno di fazzoletti bianchi!

Ci ricorda quel quadro di Rembrandt nel quale si vede il figlio che ritorna, indifeso e affamato, ed è abbracciato da un anziano, con due mani diverse: una da padre che abbraccia fortemente; e l’altra da madre affettuosa e dolce, accarezzandolo. Dio è padre e madre…

«Padre, ho peccato» (cf. Lc 15,21), vogliamo dire anche noi, e sentire l’abbraccio di Dio nel sacramento della confessione, e partecipare alla festa dell’Eucarestia: «mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita»(Lc 15,23-24). Così, visto che – «Dio ci aspetta – ogni giorno!- come quel padre della parabola aspettava suo figlio prodigo» (San Josemaría), ricorriamo il cammino con Gesù verso l’incontro con il Padre, dove tutto sarà più chiaro: «Il mistero dell’uomo solo diventa comprensibile alla luce del mistero del Verbo incarnato» (Consiglio Vaticano II).

Il protagonista è sempre il Padre. Che il deserto della Quaresima ci porti a interiorizzare questa chiamata e a partecipare nella misericordia divina, giacché la vita è un ritornare al Padre.

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