Commento alle letture di martedì 7 novembre 2017 – Mons. Costantino Di Bruno

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Il commento alle letture di martedì 7 novembre 2017 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!

Nel regno di Dio si entra per invito. I servi del Signore vengono, ti invitano, lasci tutto, ti rechi nella sala del banchetto, gusterai la cena del tuo Signore. Sei invitato, non ti rechi, hai altre cose di cui occuparti, non entri nella sala del convito, non gusterai la cena del tuo Signore. Sarai escluso da essa per sempre. Chi viene invitato per primo alla cena del Signore? Il suo popolo. Il suo popolo si rifiuta. Il Signore manda i suoi servi ad invitare ogni altro uomo, tutti, nessuno escluso. Questa verità così è narrata dal Vangelo secondo Marco, nel giorno in cui gli Apostoli ricevono la missione.

Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.  Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano (Mc 16,14-20).

Nel regno di Dio si entra per invito, non per meriti o per altri requisiti personali. Tutti sono invitati. Tutti dovranno essere invitati. Il comando di Gesù è esplicito. I suoi servi devono recarsi in tutto il mondo, presso ogni uomo, senza tralasciarne alcuno. Questa prima verità obbliga su ogni altra verità. La missione è prima dei sacramenti e mai i sacramenti devono oscurare la missione. I missionari di Gesù devono prestare molta attenzione a che nessun uomo rimanga senza invito esplicito a partecipare al banchetto del loro Re e Signore. Questo invito dovrà essere portato personalmente ad ogni uomo. Non può essere fatto per giornale, per posta elettronica, per via di altri mezzi di comunicazione sociale. Questi sono mezzi di ricordo, ma non di invito. L’invito è fatto da un cuore che parla ad un altro cuore. È fatto da una persona che parla ad un’altra persona. Mai un giornale dovrà servire come invito personale. Potrà solo servire per ricordare che l’invito  è stato fatto e cosa esso comporta.

Uno dei commensali, avendo udito questo, gli disse: «Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!». Gli rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: “Venite, è pronto”. Ma tutti, uno dopo l’altro, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: “Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Mi sono appena sposato e perciò non posso venire”. Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al suo padrone. Allora il padrone di casa, adirato, disse al servo: “Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi”. Il servo disse: “Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto”. Il padrone allora disse al servo: “Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia. Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena”».

Se vogliamo andare fino in fondo, neanche il pulpito o la stessa catechesi o l’insegnamento della dottrina della Chiesa può definirsi vero invito. Queste cose ricordano le regole dell’invito, ma non sono sostituibili all’invito. Ho conosciuto un vero profeta del Dio vivente che dopo aver ricordato a tutti, pubblicamente, le regole dell’invito, andava banco per banco, posto per posto, e personalmente a ciascuno rivolgeva l’invito a lui rivolto dal Signore Gesù. Si ricordano le regole, si rivolge l’invito. Si dice cosa fare e poi ognuno viene chiamato. Niente dovrà sostituire l’invito personale. Sapendo che l’incontro con la singola persona è essenza della chiamata, ogni missionario deve parlare personalmente al cuore, dicendogli una parola che è per lui, solo per lui, così che si convinca, accetti, inizi a vivere di Vangelo per il Vangelo.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci veri missionari di Gesù.

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Lc 14, 15-24
Dal Vangelo secondo  Luca

In quel tempo, uno dei commensali, avendo udito questo, disse a Gesù: «Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!».
Gli rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: “Venite, è pronto”. Ma tutti, uno dopo l’altro, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: “Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Mi sono appena sposato e perciò non posso venire”.
Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al suo padrone. Allora il padrone di casa, adirato, disse al servo: “Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi”.
Il servo disse: “Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto”. Il padrone allora disse al servo: “Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia. Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena”».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.