Commento alle letture di giovedì 30 novembre 2017 – Mons. Costantino Di Bruno

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Il commento alle letture di giovedì 30 novembre 2017 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Mentre camminava lungo il mare di Galilea

L’uomo cerca posti alti, luoghi speciali, cattedre rinomate, ministeri prestigiosi, carismi eccellenti, diocesi titolate, parrocchie ben collocate, altre posizioni dalle quali possa ricevere un qualche onore. Ignora che così facendo sovverte tutto il Vangelo di Cristo Signore. Non è una cattedrale che deve dare onore ad una persona, ma è la persona che rende piena di Cristo la cattedrale. È la Persona che porta Cristo e lo serve. Invece l’uomo pensa che sia il posto a dare onore e gloria a lui, mentre deve essere lui a dare onore al posto. Non è la presidenza di un “ente” ecclesiastico o di altra natura che dona prestigio ad un uomo. È sempre l’uomo che deve dare verità all’ente che è chiamato a presiedere. L’ente è nullo. È ciò che l’uomo, che lo presiede, vuole che esso sia. Dalla disonestà l’ente diviene fonte di disonestà, dalla verità diviene sorgente di verità, dalla giustizia si trasforma in un ente diffusore di giustizia nel mondo.

Gesù non aveva questi problemi di peccato. Lui non era mosso dalla carne. Lui mai ha cercato un uomo, un’amicizia per un misero interesse terreno. Gesù è pieno di Dio, di Spirito Santo, colmo di verità e di giustizia, di santità e grazia, di carità e misericordia. L’unico posto da Lui cercato per tutta la vita è stata la Croce. Il Vangelo è semplicemente un viaggio verso la Croce, perché a Lui necessaria per versare da essa lo Spirito Santo ed anche perché scelta dal Padre come unica e sola via perché Lui passi da questo mondo al Padre. Cristo Signore sta bene solo nella volontà del Padre. Dov’è il Padre, là è Lui. Dove il Padre non c’è, neanche Lui ci potrà essere. Se il Padre lascia il tempio di Gerusalemme, anche Lui lo lascia. E se il Padre abbandona un cuore, anche Gesù lo abbandona. È questa la differenza tra noi e Cristo Gesù. Noi siamo dove Lui mai è e mai potrà esserci. Siamo nella nostra carne, mentre Lui è sempre nel suo spirito e il suo spirito è sempre nel Padre e nello Spirito Santo.

Oggi cammina lungo il mare di Galilea. Fuori da ogni struttura, ogni programma, ogni organizzazione, senza nessuna équipe. Solo. Vede due fratelli e li chiama per farli pescatori di uomini. Cammina un altro poco e vede altri due fratelli. Anche questi chiama. Anch’essi Lui dovrà fare pescatori di uomini. Andrea, Simone, Giacomo, Giovanni lasciano barca, reti, padre, garzoni e vanno dietro Gesù. La risposta è immediata perché in Gesù divinamente grande è la potenza dello Spirito Santo che opera. Finché la Chiesa investirà in strutture e poco in Spirito Santo, le vocazioni saranno sempre poche. Se invece investirà in Spirito Santo, sempre il Padre dei cieli manderà operai per la sua messe. Ecco allora il vero segreto per le vocazioni: investire in Spirito Santo. Lo Spirito attrae, conquista, muove i cuori all’obbedienza.

Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

Ma come si investe in Spirito Santo? Investendo in santità personale. Deve investire in santità, crescendo in sapienza e grazia fino alla perfetta conformazione a Cristo Signore, al suo Dio Crocifisso, il vescovo, il presbitero, il diacono, il cresimato, il battezzato. Senza questa crescita di conformazione al Signore Gesù, sempre nel processo della vocazione qualcosa si incepperà e la messe rimarrà senza operai. Dove vi è crisi di vocazioni, lì sempre vi è crisi di santità. Una Chiesa che cresce nella santità, che cresce in potenza di Spirito Santo, avrà sempre lo Spirito che muove sia colui che chiama e sia colui che è chiamato. È lo Spirito Santo che muove per chiamare ed è lo Spirito che muove per rispondere. Lo Spirito sempre dovrà essere il solo Ispiratore della chiamata e della risposta. Nello Spirito sempre si deve crescere.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, ricolmateci di Spirito Santo

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Mt 4, 18-22
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedèo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.