Commento alle letture di venerdì 27 ottobre 2017 – Mons. Costantino Di Bruno

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Il commento alle letture di venerdì 27 ottobre 2017 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?

Può l’uomo giudicare da se stesso ciò che è giusto? Lo può perché sempre il Signore lo rivela alla sua coscienza, lo manifesta al suo cuore. Sempre il Signore dona la sua sapienza a coloro che gliela chiedono con semplicità e purezza di cuore e di desideri. Questa verità è rivelata dal Signore ed è su questa possibilità che saremo anche giudicati da Dio, sia nel tempo, che dopo il tempo, con giudizio infallibile. Tutta la Scrittura, Antica e Nuova, manifesta questa verità. Dio illumina con la sua luce.

Egli stesso mi ha concesso la conoscenza autentica delle cose, per comprendere la struttura del mondo e la forza dei suoi elementi, il principio, la fine e il mezzo dei tempi, l’alternarsi dei solstizi e il susseguirsi delle stagioni, i cicli dell’anno e la posizione degli astri, la natura degli animali e l’istinto delle bestie selvatiche, la forza dei venti e i ragionamenti degli uomini, la varietà delle piante e le proprietà delle radici. Ho conosciuto tutte le cose nascoste e quelle manifeste, perché mi ha istruito la sapienza, artefice di tutte le cose. In lei c’è uno spirito intelligente, santo, unico, molteplice, sottile, agile, penetrante, senza macchia, schietto, inoffensivo, amante del bene, pronto, libero, benefico, amico dell’uomo, stabile, sicuro, tranquillo, che può tutto e tutto controlla, che penetra attraverso tutti gli spiriti intelligenti, puri, anche i più sottili. La sapienza è più veloce di qualsiasi movimento, per la sua purezza si diffonde e penetra in ogni cosa. È effluvio della potenza di Dio, emanazione genuina della gloria dell’Onnipotente; per questo nulla di contaminato penetra in essa. È riflesso della luce perenne, uno specchio senza macchia dell’attività di Dio e immagine della sua bontà. Sebbene unica, può tutto; pur rimanendo in se stessa, tutto rinnova e attraverso i secoli, passando nelle anime sante, prepara amici di Dio e profeti. Dio infatti non ama se non chi vive con la sapienza. Ella in realtà è più radiosa del sole e supera ogni costellazione, paragonata alla luce risulta più luminosa; a questa, infatti, succede la notte, ma la malvagità non prevale sulla sapienza (Sap 7,17-30).  Quale uomo può conoscere il volere di Dio? Chi può immaginare che cosa vuole il Signore? I ragionamenti dei mortali sono timidi e incerte le nostre riflessioni, perché un corpo corruttibile appesantisce l’anima e la tenda d’argilla opprime una mente piena di preoccupazioni. A stento immaginiamo le cose della terra, scopriamo con fatica quelle a portata di mano; ma chi ha investigato le cose del cielo? Chi avrebbe conosciuto il tuo volere, se tu non gli avessi dato la sapienza e dall’alto non gli avessi inviato il tuo santo spirito? Così vennero raddrizzati i sentieri di chi è sulla terra; gli uomini furono istruiti in ciò che ti è gradito e furono salvati per mezzo della sapienza (Sap  9.13-18).

Sappiamo che l’uomo può discernere per natura. Ma vuole anche discernere? Quando vuole e quando non vuole? La prima volontà è nel lasciarsi ammaestrare da Dio. Senza questa volontà che deve essere trasformata in preghiera accorata, la carne prende il sopravvento e soffoca la verità nell’ingiustizia, facendo divenire il cuore di pietra. Con pietre al posto del cuore e della coscienza, muore la sapienza nell’uomo.

Diceva ancora alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto? Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo».

Chi vuole abitare nella sapienza, essere capace di ogni discernimento, deve uscire dalla casa del peccato, si deve allontanare dalla tenda della trasgressione. Peccato e sapienza non possono abitare insieme. Anche un piccolo peccato veniale offusca il discernimento e rende vana la vera sapienza. Più si cresce in grazia e più si acquisisce vero discernimento. Non si cresce in grazia, si è privi anche del discernimento più elementare. Poiché ogni grazia ci è stata donata assieme ad ogni luce e verità, chi è senza discernimento lo deve solo alla sua cattiva volontà e ai suoi peccati che rendono il cuore e la coscienza di pietra. Chi vuole il peccato, di certo non vuole né ama la luce.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci luce nel Signore.

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Lc 12, 54-59
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù diceva alle folle:
«Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?
Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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