Commento alle letture di mercoledì 29 novembre 2017 – Mons. Costantino Di Bruno

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Il commento alle letture di mercoledì 29 novembre 2017 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Sarete traditi perfino dai genitori

Gesù capovolge la Scrittura Antica. In essa era prescritto che anche un padre, un fratello, un figlio consegnasse alla morte un figlio, un fratello, un padre, nel caso fosse passato all’idolatria, disobbedendo in modo esplicito al primo Comandamento. Anche un profeta trovato colpevole di idolatria doveva essere messo a morte.

Qualora sorga in mezzo a te un profeta o un sognatore che ti proponga un segno o un prodigio, e il segno e il prodigio annunciato succeda, ed egli ti dica: “Seguiamo dèi stranieri, che tu non hai mai conosciuto, e serviamoli”, tu non dovrai ascoltare le parole di quel profeta o di quel sognatore, perché il Signore, vostro Dio, vi mette alla prova per sapere se amate il Signore, vostro Dio, con tutto il cuore e con tutta l’anima. Seguirete il Signore, vostro Dio, temerete lui, osserverete i suoi comandi, ascolterete la sua voce, lo servirete e gli resterete fedeli. Quanto a quel profeta o a quel sognatore, egli dovrà essere messo a morte, perché ha proposto di abbandonare il Signore, vostro Dio, che vi ha fatto uscire dalla terra d’Egitto e ti ha riscattato dalla condizione servile, per trascinarti fuori della via per la quale il Signore, tuo Dio, ti ha ordinato di camminare. Così estirperai il male in mezzo a te.

Qualora il tuo fratello, figlio di tuo padre o figlio di tua madre, o il figlio o la figlia o la moglie che riposa sul tuo petto o l’amico che è come te stesso t’istighi in segreto, dicendo: “Andiamo, serviamo altri dèi”, dèi che né tu né i tuoi padri avete conosciuto, divinità dei popoli che vi circondano, vicini a te o da te lontani da un’estremità all’altra della terra, tu non dargli retta, non ascoltarlo. Il tuo occhio non ne abbia compassione: non risparmiarlo, non coprire la sua colpa. Tu anzi devi ucciderlo: la tua mano sia la prima contro di lui per metterlo a morte; poi sarà la mano di tutto il popolo. Lapidalo e muoia, perché ha cercato di trascinarti lontano dal Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile. Tutto Israele verrà a saperlo, ne avrà timore e non commetterà in mezzo a te una tale azione malvagia.

Con Gesù invece il tradimento, la consegna a morte da parte di padre, madre, fratelli, sorelle, parenti, avviene per quanti rimarranno fedeli alla sua Parola. Chi crede in Cristo Gesù deve sapere che potrebbe accadere di rimanere solo nella professione della sua fede. Potrebbe succedere di non poter confidare in nessuno perché venga protetto per non andare incontro alla morte e continuare a rendere testimonianza a Cristo Signore con l’annunzio della Parola. Il cristiano sa però che una persona sulla quale potrà sempre confidare è lo Spirito Santo. Cristo sempre provvederà che il suo Santo Spirito lo assista, lo muova, lo conduca, lo ispiri, gli metta sulla bocca la giusta parola al momento necessario per la sua difesa. Sapendo questo, il cristiano si consegna totalmente a Cristo. Se Lui vuole che lui viva perché gli serve da vivo, lui vivrà. Se invece Cristo Gesù vuole che lui muoia, perché gli serve la testimonianza con il sangue, lui morirà. Saprà sempre che tutto ciò che in lui avverrà, serve a Cristo e al suo Vangelo. Con questa fede soltanto si può essere cristiani, discepoli del Signore.

Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita.

Dinanzi ad ogni persecuzione, il cristiano è obbligato a rispondere con la sua fede. Il Signore lo permette perché è necessaria al suo Vangelo. Con essa la Parola dovrà ricevere più grande testimonianza. Poi che si viva, si muoia, si resti nel carcere, si torni fuori, non ha alcuna importanza. Tutto quello che accade serve a Cristo e al suo Vangelo. Per il cristiano vita e morte divengono così di uguale importanza. Se vive è perché a Cristo serve la vita. Se muore è perché a Cristo serve la morte. Se è nella sofferenza è perché a Cristo serve la sofferenza come testimonianza alla sua verità.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci di fede forte, ferma.

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Lc 21, 12-19
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza.
Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.