Commento alle letture del 4 Dicembre 2018 – Mons. Costantino Di Bruno

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Il commento alle letture del 4 Dicembre 2018 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Tutto è stato dato a me dal Padre mio

Is 11,1-10; Sal 71,1-2.7-8.12-13.17; Lc 10,21-24

Ieri il centurione ci ha rivelato che Gesù è il Comandante Supremo di tutta la creazione. Tutto è sottoposto all’obbedienza ad ogni Parola che esce dalla sua bocca. Lui dice e le cose avvengono sotto il suo comando. Ogni suo ordine è legge per ogni cosa che esiste sulla terra, nei cieli, negli abissi del mare. Oggi Gesù stesso ci rivela quale è il fondamento di questa sua onnipotenza, che non è solo sulla creazione, ma è anche in ordine alla conoscenza e alla rivelazione del Padre e del suo mistero: “Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo”. Fonte di ogni cosa nell’eternità e nel tempo e dopo il tempo è il Padre. Il Padre è Padre perché ha generato nell’oggi dell’eternità, in principio, da sempre, il suo Figlio Unigenito. Non solo il Padre ha generato il Figlio, ma ha anche messo tutto se stesso nel Figlio. Tutto Lui opera per mezzo del Figlio. Il Padre nulla fa senza il Figlio. Padre e Figlio vivono di conoscenza eterna. Nella comunione dello Spirito Santo il Padre è tutto nel Figlio. Il Figlio è tutto nel Padre. Questa è la verità del Padre e del Figlio.

Chi dice queste parole non è il Verbo Eterno prima dell’incarnazione. È il Figlio Unigenito del Padre che si è fatto carne nel seno della Vergine Maria. È il Verbo Incarnato che ha ricevuto tutto dal Padre. È Lui il solo vero Rivelatore del Padre, il solo che lo può manifestare perché è il solo che lo conosce. Dio nessuno lo ha mai visto. Il Figlio Unigenito che è nel seno del Padre ce lo ha rivelato. Se questa affermazione di Gesù è vera, se la parola del Vangelo è luce eterna per noi, nessuno potrà mai né separare Cristo Gesù dal Padre e il Padre da Cristo – chi lo facesse commetterebbe un peccato gravissimo contro la verità eterna del Padre e del Figlio – né può mai pensare, affermare, dire, insegnare che Cristo non è necessario per andare al Padre. Senza Cristo non si conosce il vero Dio. Solo Lui lo conosce e solo Lui lo può rivelare. Senza Cristo non si può andare al Padre, perché al Padre si va per mezzo di Lui. Questa fede va riaccesa nel cuore di ogni credente. Soprattutto vanno smentiti tutti i falsi profeti che oggi stanno rovinando la purezza della fede evangelica con le loro teorie filosofiche e psicologiche, antropologiche e di ogni altra scienza umana, con le quali si vuole sostituire la purissima rivelazione di Gesù Signore. Cristo è la luce. L’uomo è nelle tenebre. La Parola di Gesù è verità. La parola degli uomini è falsità, menzogna.

In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo». E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».

A nulla serve celebrare l’Avvento del Signore se non collochiamo sul candelabro della Chiesa questa purissima fede in Cristo Gesù, il solo vero Rivelatore del Padre. Poiché dalla verità del Padre è ogni altra verità, se noi siamo nell’ignoranza del Padre, nulla possiamo conoscere né di Cristo Gesù, né della Chiesa, né dell’uomo, né del mistero dell’eternità e neanche di quanto avviene nel tempo. Senza la luce che viene da Gesù Signore siamo condannati a camminare nelle tenebre. Si può celebrare un Natale di tenebre, se il Natale è luce purissima? Si può dalla falsità e dalla menzogna celebrare il mistero della più pura verità? Senza la verità del Padre, verità di Cristo, anche la liturgia diviene falsità, inganno, menzogna. Ma oggi il cristiano tutto vive e tutto celebra dalla falsità: del Padre, di Cristo, dei sacramenti, della Chiesa, del Vangelo, del peccato, della grazia, della vita, della morte. Urge ritornare alla verità di Cristo Gesù.

Madre di Dio, Angeli, Santi, immergete cuori e menti dei cristiani nella luce di Gesù.