Commento alle letture del 30 Aprile 2018 – Mons. Costantino Di Bruno

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Il commento alle letture del 30 Aprile 2018 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

ANCH’IO LO AMERÒ E MI MANIFESTERÒ A LUI

At 14,5-18; Sal 113B; Gv 14,21-26

L’amore per il Signore non solo è purissima e incontaminata obbedienza alla sua Parola, ma è anche da parte dell’uomo “studio nello Spirito Santo” per dare alla nostra obbedienza al sommo delle loro possibilità anima, spirito, corpo, cuore, desideri, volontà.  Questa legge dello “studio”, noi la troviamo nel Deuteronomio. Prima il Signore dice a Mosè che ai suoi Comandamenti e ai suoi Statuti nulla si aggiunge e nulla si toglie. Poi Mosè ricorda tutta la Legge del Sinai, indicando le modalità di “studio” per una  sua perfetta obbedienza. La perfezione è nell’amore trasformato in obbedienza e nell’obbedienza che si fa amore. Amore e obbedienza sono una cosa sola. Mai se ne possono fare due cose. Oggi non si vuole l’amore senza obbedienza?

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Ora, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno, affinché le mettiate in pratica, perché viviate ed entriate in possesso della terra che il Signore, Dio dei vostri padri, sta per darvi. Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando e non ne toglierete nulla; ma osserverete i comandi del Signore, vostro Dio, che io vi prescrivo. Vedete, io vi ho insegnato leggi e norme come il Signore, mio Dio, mi ha ordinato, perché le mettiate in pratica nella terra in cui state per entrare per prenderne possesso. Le osserverete dunque, e le metterete in pratica, perché quella sarà la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali, udendo parlare di tutte queste leggi, diranno: “Questa grande nazione è il solo popolo saggio e intelligente”. E quale grande nazione ha leggi e norme giuste come è tutta questa legislazione che io oggi vi do? (Cfr. Dt 4,1-8). Questi sono i comandi, le leggi e le norme che il Signore, vostro Dio, ha ordinato di insegnarvi, perché li mettiate in pratica nella terra in cui state per entrare per prenderne possesso; perché tu tema il Signore, tuo Dio, osservando per tutti i giorni della tua vita, tu, il tuo figlio e il figlio del tuo figlio, tutte le sue leggi e tutti i suoi comandi che io ti do e così si prolunghino i tuoi giorni. Ascolta, o Israele, e bada di metterli in pratica, perché tu sia felice e diventiate molto numerosi nella terra dove scorrono latte e miele, come il Signore, Dio dei tuoi padri, ti ha detto. Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore. Li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando ti troverai in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi 9e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte (Dt 6,1-8).

Con Gesù cambia sia la modalità dell’obbedienza che la sostanza di essa. Cambia la modalità perché non è l’uomo che deve studiare come osservare la Legge, ma è lo Spirito Santo che guida ogni discepolo di Gesù, in Gesù, nel compimento pieno della volontà del Padre su di Lui. Senza lo Spirito Santo manca la perenne comunione con il desiderio del Padre. Cambia anche la sostanza della Legge. Essa non è più un comandamento da osservare, ma una vita da lasciar vivere. Cristo è vita del Padre nella carne. Il cristiano deve essere vita di Cristo nel suo corpo. Il Vangelo ci rivela ciò che non è vita di Cristo nel nostro corpo. Ma la vita di Cristo è infinitamente oltre il Vangelo così come la vita del Padre in Cristo è eternamente oltre i Comandamenti.

Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui». Gli disse Giuda, non l’Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?». Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.

Lo Spirito ogni giorno viene e trasforma la vita del discepolo in vita di Cristo. Lo Spirito può fare questo solo in chi dimora nella Parola di Gesù, in chi vive il suo Vangelo, il suo Comandamento. Lo Spirito Santo viene in chi vive nella Parola e a poco a poco lo trasforma in perfetta vita di Cristo. È questa la nuova essenza e la nuova modalità. Ma tutto è opera dello Spirito che diviene il solo Creatore della vita di Cristo nel discepolo.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci vera vita di Cristo Gesù.

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