Commento alle letture del 3 Febbraio 2018 – Mons. Costantino Di Bruno

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Il commento alle letture del 3 febbraio 2018 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

ACCORSERO LÀ A PIEDI E LI PRECEDETTERO

I discepoli tornano dalla missione. Sono stanchi, affaticati. Gesù che è la giustizia di Dio sulla nostra terra, sa che anche il corpo ha diritto ad un meritato riposo. Sul riposo la Scrittura Antica non solo ci dice che finito il suo lavoro, Dio si riposò, ma anche che il Signore ha stabilito un tempo di riposo anche per l’uomo e per ogni animale che lavora per l’uomo. Anche la terra deve avere il suo riposo. Ogni sette anni non va lavorata, compreso anche l’anno del grande giubileo. Il rispetto del riposo è vero atto di adorazione del Signore, perché ci si consegna alla sua Provvidenza.

Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. Dio, nel settimo giorno, portò a compimento il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro che aveva fatto. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli aveva fatto creando (Gen 2,1-3). Ricòrdati del giorno del sabato per santificarlo. Sei giorni lavorerai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: non farai alcun lavoro, né tu né tuo figlio né tua figlia, né il tuo schiavo né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il settimo giorno. Perciò il Signore ha benedetto il giorno del sabato e lo ha consacrato (Es 20,8-11).

Il Signore parlò a Mosè sul monte Sinai e disse: «Parla agli Israeliti dicendo loro: “Quando entrerete nella terra che io vi do, la terra farà il riposo del sabato in onore del Signore: per sei anni seminerai il tuo campo e poterai la tua vigna e ne raccoglierai i frutti; ma il settimo anno sarà come sabato, un riposo assoluto per la terra, un sabato in onore del Signore. Non seminerai il tuo campo, non poterai la tua vigna. Non mieterai quello che nascerà spontaneamente dopo la tua mietitura e non vendemmierai l’uva della vigna che non avrai potata; sarà un anno di completo riposo per la terra. Ciò che la terra produrrà durante il suo riposo servirà di nutrimento a te, al tuo schiavo, alla tua schiava, al tuo bracciante e all’ospite che si troverà presso di te; anche al tuo bestiame e agli animali che sono nella tua terra servirà di nutrimento quanto essa produrrà.

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Conterai sette settimane di anni, cioè sette volte sette anni; queste sette settimane di anni faranno un periodo di quarantanove anni. Al decimo giorno del settimo mese, farai echeggiare il suono del corno; nel giorno dell’espiazione farete echeggiare il corno per tutta la terra. Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nella terra per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia. Il cinquantesimo anno sarà per voi un giubileo; non farete né semina né mietitura di quanto i campi produrranno da sé, né farete la vendemmia delle vigne non potate. Poiché è un giubileo: esso sarà per voi santo; potrete però mangiare il prodotto che daranno i campi (Lev 25,1-12).

Gesù è sommamente giusto verso i suoi discepoli. Non c’è giustizia quando la Legge del Padre suo viene infranta. Gesù è venuto proprio per questo: per insegnare ad ogni uomo come si deve vivere la giustizia non solo verso Dio, non solo verso gli altri, ma anche verso se stessi. La giustizia dell’uomo deve sempre abbracciare cielo e terra, spirito, anima, corpo. Oggi si è assai ingiusti verso l’anima e lo spirito. Si ruba ad essi per dare al corpo. Se uno è ingiusto verso la propria anima e il proprio spirito, potrà mai essere giusto verso i suoi fratelli? Non lo potrà perché priva anima e spirito di quell’aiuto santo che viene dal contatto con il suo Signore, che li rende capaci di vivere ogni giustizia verso tutti. Può un affamato da più giorni svolgere un lavoro manuale pesante? Ma può un’anima e uno spirito lasciati affamati per anni svolgere il più pesante dei lavori che è la pratica della giustizia verso Dio, cielo, terra e ogni abitante in essi?  Urge per lo meno riflettere. Senza anima e spirito efficienti non c’è giustizia.

Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci giusti verso anima e spirito. Il cristiano, come Gesù, deve essere modello ed esempio di giustizia perfetta.

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Mc 6, 30-34
Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.
Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.