Commento alle letture del 22 Novembre 2018 – Mons. Costantino Di Bruno

120

Il commento alle letture del 22 Novembre 2018 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

NON LASCERANNO IN TE PIETRA SU PIETRA

Ap 5.1-10; Sa l 149; Lc 19,41-44

Il tempio di Gerusalemme è scelto dal Signore come sua casa sulla terra, per essere Lui vicino al suo popolo, così da poterlo condurre sempre per la via dell’Alleanza. Se il popolo non si interessa dell’Alleanza, non cammina nella sua Legge, diviene idolatra, a nulla serve il tempio. Lasciarlo in piedi sarebbe un segno di grande illusione. Si distrugge così tutti potranno sapere che Dio non abita più in Gerusalemme.

Quando Salomone ebbe terminato di costruire il tempio del Signore, la reggia e quanto aveva voluto attuare, il Signore apparve per la seconda volta a Salomone, come gli era apparso a Gàbaon. Il Signore gli disse: «Ho ascoltato la tua preghiera e la tua supplica che mi hai rivolto; ho consacrato questa casa, che tu hai costruito per porre in essa il mio nome per sempre. I miei occhi e il mio cuore saranno là tutti i giorni. Quanto a te, se camminerai davanti a me come camminò Davide, tuo padre, con cuore integro e con rettitudine, facendo quanto ti ho comandato, e osserverai le mie leggi e le mie norme, io stabilirò il trono del tuo regno su Israele per sempre, come ho promesso a Davide, tuo padre, dicendo: “Non ti sarà tolto un discendente dal trono d’Israele”. Ma se voi e i vostri figli vi ritirerete dal seguirmi, se non osserverete i miei comandi e le mie leggi che io vi ho proposto, se andrete a servire altri dèi e a prostrarvi davanti ad essi, allora eliminerò Israele dalla terra che ho dato loro, rigetterò da me il tempio che ho consacrato al mio nome; Israele diventerà la favola e lo zimbello di tutti i popoli. Questo tempio sarà una rovina; chiunque vi passerà accanto resterà sbigottito, fischierà di scherno e si domanderà: “Perché il Signore ha agito così con questa terra e con questo tempio?”. Si risponderà: “Perché hanno abbandonato il Signore, loro Dio, che aveva fatto uscire i loro padri dalla terra d’Egitto, e si sono legati a dèi stranieri, prostrandosi davanti a loro e servendoli. Per questo il Signore ha fatto venire su di loro tutta questa sciagura”» (1Re 9,1-9).

Il Secondo Libro dei Maccabei rivela che il tempio è stato scelto per servire il popolo, non il popolo per il tempio. Il tempio è il mezzo, il popolo è il fine. Se il fine non esiste più, neanche il mezzo ha ragione d’esistere. A che serve un tempio ad un popolo non di Dio? Lo si abbatte così tutti sapranno che non è più di Dio.

Antioco si inorgoglì, non comprendendo che il Signore si era sdegnato per breve tempo a causa dei peccati degli abitanti della città e perciò quel luogo era stato abbandonato. Se essi non si fossero trovati implicati in molti peccati, come era avvenuto per Eliodoro, mandato dal re Seleuco a ispezionare la camera del tesoro, anche egli, appena giunto, sarebbe stato subito flagellato e distolto dalla sua audacia. Ma il Signore aveva eletto non già il popolo a causa di quel luogo, ma quel luogo a causa del popolo. Perciò anche il luogo, dopo essere stato coinvolto nelle sventure piombate sul popolo, da ultimo ne condivise i benefici; esso, che per l’ira dell’Onnipotente aveva sperimentato l’abbandono, per la riconciliazione del grande Sovrano fu ripristinato in tutta la sua gloria (2Mac 5,17-20).

Oggi invece si sta procedendo in maniera ben differente. Essendo Cristo Gesù il tempio sulla terra del Dio vivente, il mondo, anche cristiano, ha deciso di distruggere esso il tempio che è Cristo, così nessuno potrà ricordargli qual è il fine della sua vita.

Quando fu vicino, alla vista della città pianse su di essa dicendo: «Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi. Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte; distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata».

La decisione di distruggere Cristo è la stessa presa dai Giudei. Essi non erano più di Dio. Si doveva togliere di mezzo Colui che gli ricordava il vero Dio. Oggi il mondo non vuole più avere alcuna relazione con il vero Dio, si deve togliere di mezzo Colui che ricorda il vero Dio. Togliendo Cristo dalla storia, ognuno può adorare il suo Dio. Si ignora però che solo Cristo porta in sé il solo Dio vivo e vero. Tolto Cristo, ognuno adora l’idolo fabbricato dalla sua mente e dal suo cuore. Triste realtà cristiana!

Regina dei profeti, Angeli, Santi, non permettete che la falsa profezia rovini la Chiesa.

Articolo precedenteVangelo del giorno – 22 Novembre 2018 – don Lucio D’Abbraccio
Articolo successivoPaolo Curtaz – Commento al Vangelo del 22 Novembre 2018