Commento alle letture del 22 Febbraio 2018 – Mons. Costantino Di Bruno

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Il commento alle letture del 22 febbraio 2018 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

MA VOI, CHI DITE CHE IO SIA?

Il mondo avrà sempre mille pensieri su Cristo Signore, mille idee, mille falsità, mille approssimazioni. Ognuno dirà di Lui ciò che la sua mente, non illuminata dallo Spirito Santo, gli suggerisce. Infatti la gente vede qualcosa, ma non secondo verità. Vede per approssimazione: “Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti”. In tutte queste visioni vi è anche molta approssimazione in ordine alla verità già rivelata. La gente non si nutre della verità che è nella Parola. Legge la Parola, ma non secondo la verità di essa. Questo pericolo è corso sempre dal Vangelo. Ci si può anche riferire al Vangelo, ma ignorando la sua verità, quella posta in ogni Parola dallo Spirito Santo. È stato ieri così è oggi, sarà domani e sempre. Sappiamo che al tempo di Gesù si era riusciti a privare di verità anche gli stessi Comandamenti.

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Si riunirono attorno a lui i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».  Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. Mosè infatti disse: Onora tuo padre e tua madre, e: Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte. Voi invece dite: “Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è korbàn, cioè offerta a Dio”, non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre. Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte» (Mc 7,1-13).

Se tutto il popolo del Signore, tutto il mondo può fare questo, cioè dare non verità alla Parola di Dio, chi mai dovrà fare questo sono gli Apostoli del Signore e i loro successori. Essi dovranno dare sempre ad ogni discepolo di Gesù e al mondo intero la più pura Parola di Cristo Gesù, il più puro Vangelo, il più puro mistero del loro Maestro. Sono essi i responsabili della luce di Cristo, della sua verità, della sua grazia, della sua santità. Se essi si trasformano in tenebra,  la luce di Cristo si spegne e popolo di Dio e mondo sono corrosi, consumati, distrutti da ogni falsità. A Gesù non interessa cosa pensa la gente, ma vuole sapere con esattezza cosa essi pensano di Lui. Da questo momento inizia la loro formazione piena sul suo mistero. Cristo è luce degli Apostoli, gli Apostoli luce delle Genti e della Chiesa. La loro mediazione è essenziale.

Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

Qual è il ruolo di Pietro in ordine alla luce di Cristo e del suo mistero? Confessare sempre Cristo nella sua piena, perfetta verità, secondo ogni illuminazione di Spirito Santo. Confermare ogni altro Apostolo di Gesù Signore in questa fede. Lui è la roccia di stabilità nella fede di tutta la Chiesa. Per questo a lui è chiesto di amare il Maestro più di tutti gli altri. Crescendo nell’amore cresce nella conoscenza del mistero e sempre lo potrà annunziare nella sua più pura essenza. Pietro diviene così la stella polare della fede. Si guarda a Lui, si conosce la vera fede. Così Cristo Gesù lo ha voluto.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci dalla retta fede di Pietro.

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Mt 16, 13-19
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.