Commento alle letture del 17 Agosto 2018 – Mons. Costantino Di Bruno

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Il commento alle letture del 17 agosto 2018 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

NON SONO PIÙ DUE, MA UNA SOLA CARNE

Ez 16,1-15.60.63 opp. Ez 16,59-63; C Is 12,2-6; Mt 19,3-12

È cosa più che dovuta rendere giustizia a Mosè. Nel Deuteronomio viene concesso il ripudio, ma per motivi pesanti, di vergogna, perché la donna si è comportata in modo disonesto, creando grandi disagi nel marito. Dal motivo grave si era giunti al tempi dei farisei al ripudio per qualsiasi motivo. Qui Mosè proprio deve restarne fuori.

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Quando un uomo ha preso una donna e ha vissuto con lei da marito, se poi avviene che ella non trovi grazia ai suoi occhi, perché egli ha trovato in lei qualche cosa di vergognoso, scriva per lei un libello di ripudio e glielo consegni in mano e la mandi via dalla casa. Se ella, uscita dalla casa di lui, va e diventa moglie di un altro marito e anche questi la prende in odio, scrive per lei un libello di ripudio, glielo consegna in mano e la manda via dalla casa o se quest’altro marito, che l’aveva presa per moglie, muore, il primo marito, che l’aveva rinviata, non potrà riprenderla per moglie, dopo che lei è stata contaminata, perché sarebbe abominio agli occhi del Signore. Tu non renderai colpevole di peccato la terra che il Signore, tuo Dio, sta per darti in eredità (Dt 24,1-4).

Ma è cosa ancora più doverosa rendere giustizia al Signore, il quale per mezzo del suo profeta Malachia aveva manifestato odio verso il ripudio, a causa del quale il suo altare era profanato. Si offrivano vittime con cuore immondo.

Un’altra cosa fate ancora: voi coprite di lacrime, di pianti e di sospiri l’altare del Signore, perché egli non guarda all’offerta né l’accetta con benevolenza dalle vostre mani. E chiedete: «Perché?». Perché il Signore è testimone fra te e la donna della tua giovinezza, che hai tradito, mentre era la tua compagna, la donna legata a te da un patto. Non fece egli un essere solo dotato di carne e soffio vitale? Che cosa cerca quest’unico essere, se non prole da parte di Dio? Custodite dunque il vostro soffio vitale e nessuno tradisca la donna della sua giovinezza. Perché io detesto il ripudio, dice il Signore, Dio d’Israele, e chi copre d’iniquità la propria veste, dice il Signore degli eserciti. Custodite dunque il vostro soffio vitale e non siate infedeli (Mal 2,13-16).

Cristo Gesù è venuto per effondere lo Spirito Santo nel cuore di ogni uomo. Lo Spirito viene, toglie il cuore di pietra – unico e solo fondamento sul quale si regge il ripudio – e crea al suo posto un cuore nuovo, capace di amare e di osservare ogni Legge di Dio.

Allora gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?». Egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne? Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». Gli domandarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e di ripudiarla?». Rispose loro: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all’inizio però non fu così. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un’altra, commette adulterio». Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi». Egli rispose loro: «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».

Non basta ricevere lo Spirito Santo perché si cammini secondo lo Spirito, al fine di produrre i suoi frutti. Lo Spirito va sempre ravvivato. In più la fedeltà coniugale è purissima grazia da chiedere momento per momento al Signore. Se il cristiano si distacca dallo Spirito Santo, abbandona la sorgente di ogni grazia che è l’Eucaristia, esce dal Vangelo, tornerà con il cuore di pietra e compirà le opere del cuore di pietra. L’Eucaristia va desiderata prima del divorzio, prima di ogni adulterio, prima di ogni concubinaggio. Prima la si abbandona. Poi quando si è con il cuore di pietra, la si desidera, ma non per riavere il cuore di carne, ma per rimanere con il cuore di pietra.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che il cristiano cammini secondo lo Spirito sempre.

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