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Commento alle letture del 15 Marzo 2018 – Mons. Costantino Di Bruno

Il commento alle letture del 15 Marzo 2018 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

MOSÈ, NEL QUALE RIPONETE LA VOSTRA SPERANZA

Gesù è il vero Messia del Signore, il suo Cristo. Per il popolo del Signore ogni verità storica doveva essere appurata e per questo occorrevano due testimoni concordi. Quali sono i due testimoni che rendono testimonianza a Gesù, attestando che è Lui il vero Messia, il vero Cristo, il vero Santo di Dio? Il primo testimone è Giovanni il Battista.  Le sue parole indicano inequivocabilmente che Gesù è l’atteso del popolo dei Giudei e delle genti. Non lo indica su supposizioni personali, ma per duplice rivelazione: per parola ascoltata e per visione. Lui ha visto lo Spirito scendere e rimanere. Anche a Giovanni il Signore si presenta con due testimoni: voce e Spirito.

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Il giorno dopo, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio» (Gv 1,29-34).

Giovanni il Battista è una voce di verità, manca la seconda. Qual è la seconda voce che rende testimonianza a Gesù Signore? Tutta la Scrittura in ogni sua Parola.

Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera. Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce. Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato.

Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita. Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio?  Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».

In che modo la Scrittura rende testimonianza a Gesù? Per quali vie essa attesta che Lui è il Messia del Signore? La risposta merita grande attenzione. Se prendiamo tutte le parole dell’Antico Testamento si potrà con somma semplicità constatare che esse tutte si compiono in Lui. È vero. Alcune ancora non si sono compiute perché la sua vita non è terminata, ma la maggior parte di esse già sono ben vivibili. In ordine a potenza di Spirito Santo nessun profeta, neanche Mosè, ha fatto ciò che Gesù ha operato. Mosè operava sulla natura. Lui opera sulle persone. I suoi miracoli sono più grandi di quelli di Elia e di Eliseo. A Gesù è sufficiente un solo comando, una sola Parola e tutto l’universo visibile e invisibile gli obbedisce. Una verità i Giudei sono obbligati a riconoscerla: Gesù è da Dio. Sarebbe stata sofficiente solo questa verità per aprire i loro cuori a tutta la verità. Invece come Gesù è avvolto da una luce e da un muro di fuoco, essi sono rinchiusi in una gabbia di tenebre di bronzo che non potrà essere oltrepassata da nessuna parola che viene dal cuore di Gesù. Ma il Signore non deve rivelare se stesso solo ai Giudei, ma al mondo intero. Essi non lo ascoltano, il mondo lo ascolterà. È questo il fine del dialogo: dire tutta la verità che il mondo dovrà conoscere.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci veri testimoni di Gesù.

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Gv 5, 31-47
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei:
«Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera.
Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce.
Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.
E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato.
Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita.
Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio?
Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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