Commento alle letture del 15 Febbraio 2019 – Mons. Costantino Di Bruno

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Il commento alle letture del 15 Febbraio 2019 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Ha fatto bene ogni cosa

Gen 3,1-8; Sal 31; Mc 7,31-37

Quanto viene confessato su Gesù – Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti – deve essere confessato di ogni discepolo di Gesù. È questa la regola alla quale si è obbligato San Paolo, il quale chiede ad ogni cristiano lo stesso obbligo.

Da parte nostra non diamo motivo di scandalo a nessuno, perché non venga criticato il nostro ministero; ma in ogni cosa ci presentiamo come ministri di Dio con molta fermezza: nelle tribolazioni, nelle necessità, nelle angosce, nelle percosse, nelle prigioni, nei tumulti, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni; con purezza, con sapienza, con magnanimità, con benevolenza, con spirito di santità, con amore sincero, con parola di verità, con potenza di Dio; con le armi della giustizia a destra e a sinistra; nella gloria e nel disonore, nella cattiva e nella buona fama; come impostori, eppure siamo veritieri; come sconosciuti, eppure notissimi; come moribondi, e invece viviamo; come puniti, ma non uccisi; come afflitti, ma sempre lieti; come poveri, ma capaci di arricchire molti; come gente che non ha nulla e invece possediamo tutto! La nostra bocca vi ha parlato francamente, Corinzi; il nostro cuore si è tutto aperto per voi. In noi certo non siete allo stretto; è nei vostri cuori che siete allo stretto. Io parlo come a figli: rendeteci il contraccambio, apritevi anche voi! Non lasciatevi legare al giogo estraneo dei non credenti. Quale rapporto infatti può esservi fra giustizia e iniquità, o quale comunione fra luce e tenebre? Quale intesa fra Cristo e Bèliar, o quale collaborazione fra credente e non credente? Quale accordo fra tempio di Dio e idoli? Noi siamo infatti il tempio del Dio vivente, come Dio stesso ha detto: Abiterò in mezzo a loro e con loro camminerò e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo. Perciò uscite di mezzo a loro e separatevi, dice il Signore, non toccate nulla d’impuro. E io vi accoglierò e sarò per voi un padre e voi sarete per me figli e figlie, dice il Signore onnipotente (2Cor 6, 3-18).

Le opere da compiere sono diverse da persona a persona. Quelle di Cristo non sono quelle dei discepoli. Quelle di Giovanni e non sono quelle di Paolo. Quelle di Pietro non sono quella di Giacomo. Le opere sono il frutto del ministero che viene dai sacramenti che si ricevono, dalla speciale missione che ci viene conferita, dal dono dello Spirito Santo o dai carismi che vengono elargiti. Rimane però l’attestazione, la confessione di quanti vedono il nostro operato. Ognuno è obbligato a fare ogni cosa bene perché gli uomini possano rendere questa testimonianza: “Questo discepolo fa bene ogni cosa”. Ma come si fa bene ogni cosa? Obbedendo alla Parola, al sacramento ricevuto, al dono di grazia che è patrimonio del nostro ministero, ascoltando ogni mozione dello Spirito Santo. Non appena ci si distacca dal Vangelo, dal carisma, dallo Spirito Santo, le cose mai potranno essere fatte bene. La gente lo vede e lo grida. Ogni discepolo di Gesù è obbligato, per amore del suo Maestro, perché Lui si creduto, quando lo annunziano, a fare bene ogni cosa, sempre, dinanzi al mondo intero.

Di nuovo, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidone, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

Ogni discepolo di Gesù è chiamato a interrogare, esaminare la sua coscienza non solo in relazione ai peccati personalmente commessi dinanzi a Dio, per aver trasgredito la sua Legge, ma anche sugli effetti negativi che le sue piccole o gravi trasgressioni producono in relazione alla credibilità di Cristo Gesù e alla nascita della fede in Lui nei cuori. Sappiamo che molte persone non vengono alla fede per lo scandalo dei cristiani. A che serve credere in Cristo se voi cristiani vi comportate in modo così immorale che noi pagani neanche conosciamo queste cose? Lo scandalo cristiano è il più grande ostacolo alla missione evangelizzatrice. Gesù ci mostra che si può fare bene ogni cosa. È sufficiente obbedire allo Spirito Santo e rimanere nel Vangelo come nostra casa, nostra dimora, nostra legge perenne di vita eterna. Se possiamo, dobbiamo.

Madre di Dio, Angeli, Santi, aiutate ogni discepolo di Gesù a fare bene ogni cosa.

Fonte@MonsDiBruno

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