Commento alle letture del 14 Febbraio 2019 – Mons. Costantino Di Bruno

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Il commento alle letture del 14 Febbraio 2019 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

È vicino a voi il regno di Dio

At 13,46-48; Sal 116; Lc 10,1-9

Il regno di Dio che Cristo Gesù è venuto a portare sulla nostra terra, inizia con la Nuova Alleanza che Dio ha stretto con l’umanità nel sangue del suo Figlio Unigenito. Quando si diviene regno di Dio? Quando con il battesimo si è generati a nuova vita, nascendo da acqua e da Spirito Santo. Entrare nel regno di Dio non è però sufficiente per essere salvati, da vero regno di Dio si deve vivere, perseverando sino al momento della morte. Si vive da vero regno dimorando nella Parola di Cristo Gesù, senza mai uscire da essa. Se si esce dalla Parola, si esce dal regno. Si perde la Parola, si perde il regno. Purtroppo oggi questa verità è stata cancellata, demolita, distrutta, sepolta da molti discepoli di Gesù. Essi dichiarano che il Signore accoglierà tutti nel suo regno eterno, indipendentemente se hanno creduto in Cristo, se si sono converti, se hanno creduto nel Vangelo, se hanno vissuto secondo le norme in esso contenute. Tra regno della terra e regno eterno non vi è nessun legame. Sulla terra ognuno vive come sa, come vuole, come può, anche nella trasgressione dei Comandamenti. Al momento della morte tutti saremo accolti nel regno eterno del Padre. Tutti. Indistintamente tutti.

È evidente che vi è uno stridente contrasto tra il Vangelo di Cristo Signore e la parola dei suoi discepoli. A chi credere? A Gesù Signore o ai suoi discepoli? Bisogna seguire ogni norma dettata dal Vangelo per entrare in Paradiso o si può vivere come si vuole e si avrà comunque il regno eterno di Dio? Se fossi una persona che avesse in odio l’umanità, direi a tutti di seguire il pensiero dei discepoli e di lasciare il Vangelo di Cristo Signore. Poiché amo l’umanità e voglio solo la sua salvezza, contro ogni pensiero favorevole al Paradiso per tutti, dico con vera convinzione nello Spirito Santo che il pensiero di questi discepoli non solo è falso, non solo è una menzogna, non solo è un frutto del loro cuore impuro, malvagio e cattivo, ma è anche un falso storico, una calunnia contro il Vangelo, una testimonianza inventata, una parola che fa di Cristo Gesù un bugiardo e un mentitore. Poiché ho troppo rispetto per l’uomo e amo la sua salvezza, sapendo che la perdizione produce tristezza eterna, attesto che il Vangelo è la sola Parola di verità. Ogni parola contraria al Vangelo è solo dannosa menzogna. Non merita neanche di essere presa in considerazione. È galattica falsità e inganno.

Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”.

I discepoli sono mandati nel mondo, con delle precise regole da osservare, proprio per aiutare gli uomini, con la parola e con una vita nuova, vissuta e manifestata nella sua più eccelsa novità, che veramente il regno di Dio è vicino ed è diverso da ogni regno che è esistito, esiste, esisterà sulla  terra. Neanche il regno di Davide può essergli paragonato. Il regno dei cieli è regno di verità, giustizia, pace, amore, luce, pietà, misericordia, compassione, perdono, espiazione, vera salvezza. Se il regno non viene manifestato, se esso non è annunziato, se ad esso non si invita, se ad esso non ci si converte, l’opera dei missionari è vana. Gesù non vuole che si cada nel tranello della separazione del discepolo dal regno e dalla Parola. Regno, Parola, discepolo devono essere una cosa sola, inseparabili in eterno. Non si può accogliere il discepolo e non accogliere la Parola e il regno, convertendosi ad esso. Ma neanche esiste un regno dal quale si estromette il Discepolo e il Vangelo. Potrà allora esistere il vero regno di Dio estromettendo Cristo e predicando, insegnando che si può andare a Dio senza Cristo?

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che il cristiano abbandoni la falsa profezia sul regno.

Fonte@MonsDiBruno