Commento alle letture del 13 Marzo 2018 – Mons. Costantino Di Bruno

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Il commento alle letture del 13 Marzo 2018 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

QUEL GIORNO PERÒ ERA UN SABATO

La misericordia di Gesù non è “istintiva, sentimentale, azzardata, imprudente, interessata, proveniente dalla sua volontà”. Tutto ciò che Gesù dice, opera, vuole, pensa è in Lui purissimo frutto dello Spirito Santo. È lo Spirito del Signore che dirige lo sguardo di Gesù verso questo paralitico che era malato da trentotto anni. È lo Spirito che gli suggerisce le parole da dire: “Vuoi guarire”. È sempre lo Spirito che mette sulla sua bocca: “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”. Lo Spirito Santo sa che quel giorno è sabato. Sa che i Giudei avrebbero infastidito quell’uomo. Sa anche che prima o poi sarebbero arrivati a Gesù, accusandolo di violare la legge del Sabato. Perché allora vuole che tutto questo avvenga? Urge insegnare agli uomini la verità di Dio e di Cristo Signore. Se la verità non viene insegnata, l’uomo rimarrà in eterno nella falsa religione, fatta di precetti non solo inutili, ma anche stolti e insipienti perché non corrispondenti alla Legge del Signore. Se la vera religione non è insegnata, l’uomo mai gusterà la vera salvezza. Sarà condannato alla schiavitù e alle tenebre per sempre.

Anche il discepolo di Gesù è immerso nella falsa religione, frutto di una falsa fede, frutto a sua volta della sostituzione della Parola del Signore con i pensieri degli uomini. Lui però deve porre molta attenzione perché mai agisca dal suo cuore, dalla sua volontà, dai suoi desideri, ma sempre per mozione e conduzione dello Spirito Santo. Il male, la cattiveria, la malvagità, la falsa religione, la falsa fede, la falsa parola, non possono essere sradicate da un cuore per sola forza dell’uomo, anche se cristiano. Occorre tutta la potenza di luce, sapienza, prudenza, intelligenza dello Spirito Santo. Senza lo Spirito del Signore, si trasforma ogni cosa in pettegolezzo, parola vana, giungendo fino alla mormorazione, al giudizio, alla condanna, ad ogni sorta di pettegolezzo. La falsa religione rimane falsa religione e così ogni altra da essa prodotta. Invece con la sapienza e l’intelligenza dello Spirito Santo si compie una sola opera, si mette in movimento il dialogo, si giunge all’affermazione di verità essenziali, sulle quali ogni religione dovrà essere fondata se la si vuole rendere vera.

Dopo questi fatti, ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici. Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la tua barella e cammina». E all’istante quell’uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare.

Quel giorno però era un sabato. Dissero dunque i Giudei all’uomo che era stato guarito: «È sabato e non ti è lecito portare la tua barella». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: “Prendi la tua barella e cammina”». Gli domandarono allora: «Chi è l’uomo che ti ha detto: “Prendi e cammina”?». Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato perché vi era folla in quel luogo. Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio». Quell’uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. Per questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato.

È sempre lo Spirito Santo che ha in mano la vita di Gesù e prepara la via perché tra Lui e i Giudei vi sia un dialogo attraverso il quale manifestare la verità di Dio, ma anche la falsità e la menzogna, o la non conoscenza secondo la quale lui viene adorato. Dopo il dialogo dell’uomo guarito con i Giudei, Gesù lo incontra e gli dice una seconda parola: “Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio”. Lo Spirito Santo sapeva che quest’uomo avrebbe riferito ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. Permette che quell’uomo glielo dica, perché il dialogo che seguirà con Gesù mette in piena luce la purissima verità di Dio e del suo Messia. Ma anche svela l’abisso di falsità nel quale vivono i Giudei. La falsità è lo strumento di Satana, mai di Dio.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci dalla purissima verità.

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Gv 5, 1-3. 5-16
Dal Vangelo secondo Giovanni

Ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici.
Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la tua barella e cammina». E all’istante quell’uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare.
Quel giorno però era un sabato. Dissero dunque i Giudei all’uomo che era stato guarito: «È sabato e non ti è lecito portare la tua barella». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: “Prendi la tua barella e cammina”». Gli domandarono allora: «Chi è l’uomo che ti ha detto: “Prendi e cammina”?». Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato perché vi era folla in quel luogo.
Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio». Quell’uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. Per questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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