Commento alle letture del 13 Febbraio 2019 – Mons. Costantino Di Bruno

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Il commento alle letture del 13 Febbraio 2019 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Così rendeva puri tutti gli alimenti

Gn 2,4-9.1 5-17; Sal 103; Mc 7,14-23

Il Libro del Levitico contiene un elenco dettagliato sia di ogni animale di cui un figlio di Israele si poteva nutrire e sia di ogni altro da cui si doveva astenere nel mangiarne la carne. Questo elenco obbligava rigorosamente tutti. L’animale impuro mangiato rendeva l’uomo impuro. Gesù dichiara abrogata questa legge antica sull’impurità che si contraeva mangiando un animale impuro. Impuro per Gesù è ciò che esce dal cuore.

Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e disse loro: «Parlate agli Israeliti dicendo: “Questi sono gli animali che potrete mangiare fra tutte le bestie che sono sulla terra. Potrete mangiare di ogni quadrupede che ha l’unghia bipartita, divisa da una fessura, e che rumina. Ma fra i ruminanti e gli animali che hanno l’unghia divisa, non mangerete i seguenti: il cammello, perché rumina, ma non ha l’unghia divisa, lo considererete impuro; l’iràce, perché rumina, ma non ha l’unghia divisa, lo considererete impuro; la lepre, perché rumina, ma non ha l’unghia divisa, la considererete impura; il porco, perché ha l’unghia bipartita da una fessura, ma non rumina, lo considererete impuro. Non mangerete la loro carne e non toccherete i loro cadaveri; li considererete impuri. Fra tutti gli animali acquatici ecco quelli che potrete mangiare: potrete mangiare tutti quelli, di mare o di fiume, che hanno pinne e squame. Ma di tutti gli animali che si muovono o vivono nelle acque, nei mari e nei fiumi, quanti non hanno né pinne né squame saranno per voi obbrobriosi. Essi saranno per voi obbrobriosi; non mangerete la loro carne e riterrete obbrobriosi i loro cadaveri. Tutto ciò che non ha né pinne né squame nelle acque sarà per voi obbrobrioso. Fra i volatili saranno obbrobriosi questi, che non dovrete mangiare, perché obbrobriosi: l’aquila, l’avvoltoio e l’aquila di mare, il nibbio e ogni specie di falco, ogni specie di corvo, lo struzzo, la civetta, il gabbiano e ogni specie di sparviero, il gufo, l’alcione, l’ibis, il cigno, il pellicano, la fòlaga, la cicogna, ogni specie di airone, l’ùpupa e il pipistrello. Sarà per voi obbrobrioso anche ogni insetto alato che cammina su quattro piedi. Però fra tutti gli insetti alati che camminano su quattro piedi, potrete mangiare quelli che hanno due zampe sopra i piedi, per saltare sulla terra. Perciò potrete mangiare i seguenti: ogni specie di cavalletta, ogni specie di locusta, ogni specie di acrìdi e ogni specie di grillo. Ogni altro insetto alato che ha quattro piedi sarà obbrobrioso per voi; infatti vi rendono impuri: chiunque toccherà il loro cadavere sarà impuro fino alla sera e chiunque trasporterà i loro cadaveri si dovrà lavare le vesti e sarà impuro fino alla sera (Lev 11,1-25).

Gesù si manifesta Signore della Legge del Padre. Di essa sa cosa ha valore eterno e cosa invece aveva un valoro storico e quindi passeggero. Del Libro del Levitico viene abrogata ogni Legge rituale. Rimane solo la Legge morale, che è immutabile nei secoli. La nuova Legge è da Gesù raccolta nel Discorso della Montagna, che viene rivestito di immutabilità eterna. La volontà del Padre è rivelata in esso nella sua altissima verità. Se qualcuno – fosse anche un Angelo di Dio – volesse aggiungere qualcosa non potrebbe. Esso gode di perfezione assoluta, divina, eterna. Tutto l’uomo è in esso.

Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti. E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

Quella di Cristo Gesù è la Parola della purezza del cuore, della mente, dei pensieri, dei desideri, della volontà, dell’anima, dello spirito, del corpo. La purezza è l’uso della natura umana in ogni sua parte secondo la verità della natura. Quando la verità della natura, creata da Dio a sua immagine e somiglianza, divenuta per redenzione natura del corpo di Cristo, natura resa spirituale dallo Spirito Santo, non viene rispettata, allora l’uomo è impuro. Se è impuro, fa anche cose impure. Escono dalla sua natura impura.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che diveniamo di natura purissima secondo la Parola.

Fonte@MonsDiBruno