Commento al Vengelo del 5 Dicembre 2021 – Monaci Benedettini Silvestrini

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Una luce rifulse…

Il brano del vangelo di Luca proposto alla nostra riflessione e contemplazione nella liturgia odierna si apre in modo solenne. Informandoci degli avvenimenti che sta per annunciare, ricorre a eventi civili del mondo pagano e religiosi, del mondo ebraico, per darcene una data precisa. In questo modo San Luca richiama l’attenzione del lettore alla importanza dell’annunzio. Ed è davvero importante quello che egli annunzia.

E’ Dio stesso che investe di una missione particolare Giovanni il Battista, il precursore del Signore Gesù, per annunciare l’imminenza della manifestazione del Messia, già presente, e per invitare tutto il popolo, allora, e ognuno di noi, oggi, ad accoglierlo con animo ben disposto a rivedere la propria vita alla luce di una coscienza retta e ben formata. Il Battista, rifacendosi alle parole del profeta Isaia prende lo spunto dalla forma accidentata del suolo terreste per indicare, in modo simbolico, come dev’essere questa preparazione, che consiste nel camminare con rettitudine dinanzi a Dio.

Le varie specie di terreno sono lì a indicare i vari stati d’animo o di coscienza degli ascoltatori e quindi anche nostri. A tutti la sua parola offre una speranza: agli animi sfiduciati e delusi, indicati nei burroni, coraggio e nuova energia; ai superbi e agli uomini autosufficienti, indicati nei monti e colli, una presa di coscienza della propria presunzione e un invito all’umiltà; agli animi ambigui, incostanti, indicati con i luoghi tortuosi, la fermezza e la costanza nel proprio agire; agli animi ambigui, complicati, dubbiosi, incerti, indicati con i luoghi impervi, una luce fulgida che rischiara il cammino che conduce a Dio.

Potremmo chiederci quale sia la nostra situazione personale… l’invito alla conversione è anche per me, per te, per tutti. E la speranza riposta nel Signore non delude e non deluderà.

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