Commento al Vengelo del 27 Luglio 2021 – Monaci Benedettini Silvestrini

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E ancora attendere…

Leggi il brano del Vangelo di † Mt 13, 36-43

Per noi, nel calendario monastico la liturgia ci ricorda Beato Ugo, discepolo del fondatore del nostro Ordine, san Silvestro Abate. Ma noi alleghiamo il commento per la liturgia del giorno. Così leggiamo nella prima lettura: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso…» (Es 34, 6s). Le affermazioni che oggi leggiamo ci riempiono il cuore di gioia e sono un inno alla speranza. Se, quando ci si allontana da Dio, il timore cresce, tuttavia insieme ad esso dovrebbe aumentare la fiducia di non essere mai abbandonati e/o lasciati a noi stessi.

Il Signore conosce fin troppo bene il limite a cui è sottoposta la condizione umana, e si china sulla sua creatura per risanarla e infonderle coraggio. Dopo la scena tremenda della rottura delle tavole dei dieci comandamenti, segue un’altra armoniosa e quasi surreale. Dio parla con chiunque voglia consultarlo (v. 7) e si rivolge a Mosè faccia a faccia (v. 11).

Eppure questo è un episodio tutto costruito sulla richiesta di perdono, evidentemente, per Dio, la domanda di cancellare la colpa è già indice di cambiamento di vita. Il Dio misericordioso lo si ritrova nel Vangelo, in cui non è interpellata solo la comunità cristiana, ma tutto il mondo. Il Regno di Dio è infatti una realtà che concerne tutti gli uomini, al di là del credo religioso e al di là di qualsivoglia differenziazione. Il grano e la zizzania crescono dovunque, l’importante, anche qui, è saper attendere il tempo di Dio, in cui tutto il male e tutto il bene saranno svelati nella loro pienezza.

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