Commento al Vengelo del 16 Luglio 2021 – Monaci Benedettini Silvestrini

65

Misericordia io voglio e non sacrificio…

Leggi il brano del Vangelo di † Mt 12, 1-8

Gesù riporta questa frase dell’Antico Testamento al termine di una ennesima controversia con i farisei. Leggiamo nel vangelo come loro si sono scandalizzati contro i discepoli di Gesù che, in giorno di festa, coglievano spighe per sfamarsi. I farisei erano certi di essere nel giusto, di fare la volontà di Dio, perché compivano alla lettera le innumerevoli prescrizioni legali.

Ma questa non è saggezza evangelica, non è caratteristica cristiana. Dio si è manifestato come liberatore e vuole che il nostro slancio verso di lui sia obbedienza, ma non un’obbedienza legalistica ma piuttosto l’obbedienza dei figli, l’obbedienza figliale. Noi siamo obbedienti ai suoi comandamenti proprio perché egli ci ama come Padre e ci ha reso liberi, capaci di conoscere le situazioni, capaci di giudicarle, capaci di prendere le decisioni giuste per il bene nostro e degli altri.

Il Signore vuole che viviamo nella carità ed ogni precetto, ogni comandamento è subordinato ad essa. Così la nostra vita renderà testimonianza a lui, Dio, che crea gli uomini liberi.

Articolo precedentedon Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 16 Luglio 2021 – Mt 12, 1-8
Articolo successivoMons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 16 Luglio 2021