Commento al Vengelo del 11 Dicembre 2021 – Monaci Benedettini Silvestrini

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Elia è già venuto.

Non è raro il caso in cui, nell’attesa di un avvenimento importante della nostra vita, esso ci oltrepassi senza che ce ne accorgiamo. Così avviene agli scribi al tempo di Gesù. Attendevano con ansia Elia che avrebbe aperto la strada al Messia. Egli viene nella persona di Giovanni il Battista ed essi non se ne accorgono.

Anzi, quando Erode lo uccide nella prigione, forse ne hanno goduto: “una voce di rimprovero di meno”. Il Signore ammonisce i suoi discepoli a fare attenzione ai segni dei tempi. Il Regno di Dio non viene con clamore, di modo che si possa dire: Eccolo qua o eccolo là. Esso è dentro di noi e attende che nel nostro agire lo rendiamo presente nel mondo.

Dio parla al cuore dell’uomo, parla attraverso il vangelo, tramite la liturgia, il magistero, gli avvenimenti personali, familiari, sociali. Dio ci sta parlando anche mediante l’opera e la voce del papa Francesco. Ci sta avvertendo durante l’Avvento che stiamo vivendo, tempo forte dello Spirito. Tocca a noi riconoscere la sua voce e renderla attiva nella vita.

Questo esige capacità di accogliere gli inviti della grazia con entusiasmo, senza sonnolenza, senza ritardi o rimandi, secondo l’esortazione di San Paolo ai Romani: “E’ ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché la nostra salvezza è più vicina ora di quando diventammo credenti”.

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