Commento al Vengelo del 1 Luglio 2021 – Monaci Benedettini Silvestrini

91

Ma che sacrificio!

Leggi il brano del Vangelo di † Mt 9, 1-8

Ritornano, seppure con modalità differenti, i temi intravisti nella liturgia di ieri. Al noto brano di Gènesi, in cui Abramo, obbedendo a Dio, si accinge a sacrificare Isacco suo figlio, fa eco l’altrettanto famoso passo del Vangelo di Matteo, dove Gesù rimette i peccati al paralitico e lo guarisce. La liberazione, seppure con qualche forzatura, può essere il leit-motiv delle letture odierne. Abramo, e con lui tutto il popolo d’Israele, è liberato dall’oppressione di sacrificare il proprio primogenito alla divinità, usanza comune nei popoli antichi.

Ad una concezione di un Dio terribile e vendicatore si viene lentamente a sostituire quella di un Dio che fa alleanza con il suo popolo, gli dona una legge morale (il cui primo imperativo è il rispetto della vita), vi cammina insieme e lo fa progredire con la sua benedizione. Ma, non ci sono solo dei condizionamenti storici cui l’uomo è sottomesso: quando Gesù rimette i peccati al paralitico non vuole forse indicare che il male peggiore alberga nel cuore dell’uomo?

Il problema vero siamo noi a noi stessi! Anzi è quanto di male abbiamo in noi e lo proiettiamo fuori di noi! Quindi cerchiamo di migliorare il nostro intimo per «guarire» l’esterno. L’unico «sacrificio» vero che va fatto è di contrastare quanto di negativo sappiamo riconoscerci in noi per divenire costruttori di una umanità rinnovata in Cristo.

Monaci Benedettini Silvestrini

Photo by Aaron Burden on Unsplash

Articolo precedentedon Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 1 Luglio 2021 – Mt 16, 13-19
Articolo successivoMons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 1 Luglio 2021