Commento al Vangelo di venerdì 1 Giugno 2018 – Paolo Curtaz

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Marco concentra tutta la vita pubblica di Gesù in Galilea, nell’arco di tre anni. Dieci capitoli del suo Vangelo sono dedicati alla sua missione.

Gli ultimi quattro capitoli raccontano l’ultima settimana di vita di Gesù a Gerusalemme. Il primo incontro fra Gesù e il tempio si rivela un fallimento: appena entrato nel tempio, basta uno sguardo al Signore per capire che quello non è più il luogo dell’incontro con Dio.

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Gesù preferisce Betania a Gerusalemme. Il nome Betania significa la casa del povero. Tornando al tempio Gesù incontra un fico, simbolo della religiosità sacerdotale: rigoglioso e verdeggiante, solo all’apparenza vitale, non porta frutti. Così è di una religiosità che guarda solo all’apparenza, come quella che Gesù trova nel tempio. La purificazione del tempio, la clamorosa scena che Gesù compie nel luogo sacro, è ricca di simbolismo.

Gesù è venuto per portare frutto, concepisce una fede che non si rinchiuda nel ritualismo sterile! Lo scontro con la classe sacerdotale ha inizio. In gioco c’è la visione stessa di Dio, la visione stessa della fede. Gesù è disposto a morire per difendere il vero volto del Padre…

Paolo Curtaz – qui il commento nel suo blog

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 11, 11-25

[Dopo essere stato acclamato dalla folla, Gesù] entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l’ora tarda, uscì con i Dodici verso Betània.
La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all’albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l’udirono.
Giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto:
“La mia casa sarà chiamata
casa di preghiera per tutte le nazioni”?
Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».
Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città.
La mattina seguente, passando, videro l’albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l’albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe».