Commento al Vangelo di venerdì 1 giugno 2018 – don Mauro Leonardi

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Gesù guarda dentro: guarda dentro al tempio e vede un edificio spoglio di fede, reso, all’esterno, luogo di corruzione e commercio; guarda dentro la pianta di fico, esternamente splendida esattamente come il tempio, e vede un albero arido che non nutre ma inganna.

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Poesia

Ci sono giorni che, come te, sono nel tempio.
E mi guardo attorno.
Ci sono giorni che, come te, cammino e la fame mi preme e cerco frutti anche se non è stagione.
Ci sono giorni in cui la rabbia ribolle fuori e spacca tutto.
E si fa sera sulla mia fame, sulla mia rabbia.
Aiutami a mantenere la fede sempre.
Anche quando tutto si secca.
Quando tutto si rovescia.
Quando non riconosco più la mia casa.
Aiutami, amore mio , a credere in quello che dico, che seguo, che vivo, che amo.
Che sei tu.

Pregare è chiedere.
È ottenere.
È amare.
Perdonare è Dio.
Questa è la mia fede.
Un cuore libero, senza dubbi, che sposta le montagne dell’odio, del rancore, dell’orgoglio per gettarle in un mare di misericordia, di amore.

Prima di pregare.
Perdonare.
Piegare, insieme, le ginocchia e l’orgoglio.
Aprire, insieme, la bocca per chiedere e il cuore per amare.

Solo amando sarò amata.
Solo perdonando, sarò perdonata.
Non ho nulla di mio.
Possiedo solo quello che dono.

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 11, 11-25

[Dopo essere stato acclamato dalla folla, Gesù] entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l’ora tarda, uscì con i Dodici verso Betània.
La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all’albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l’udirono.
Giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto:
“La mia casa sarà chiamata
casa di preghiera per tutte le nazioni”?
Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».
Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città.
La mattina seguente, passando, videro l’albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l’albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

don Mauro offre la possibilità di lasciare intenzioni per la Messa della mattina sulla pagina Facebook del suo blog “Come Gesù” ogni giorno alle ore 19.

Questo commento/poesia del vangelo del giorno è fatto dalla prospettiva di una delle donne senza nome che seguivano Gesù (cfr Lc 8, 1-3). Il suo nome è Zippi (Zippora).

A cura di don Mauro Leonardi – Il suo blog è “Come Gesù

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