Commento al Vangelo del giorno di venerdì 3 agosto 2018 – Paolo Curtaz

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Gesù non soddisfa il desiderio di cose meravigliose che associamo alla religione. A volte non lo ammettiamo, ma associamo tutto ciò che sfugge alla nostra sensibilità, fede e cristianesimo inclusi, alla categoria del “soprannaturale” che spazia dai fantasmi alla Trinità… Dio, quindi, deve necessariamente avere a che fare con le manifestazioni del prodigioso, con i miracoli, le apparizioni, i soli che girano…

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Immaginatevi che reazione poteva avere la folla davanti al povero Gesù, proprio a casa sua! Molti degli abitanti di Nazareth avevano in casa un tavolo fatto da suo padre e molti erano cresciuti giocando con lui. Gesù, insomma, non ha proprio nulla per stupire e non fa nulla per superare questo suo evidentissimo limite: invece di enfatizzare i prodigi che compie chiede che non vengano divulgati!

Gesù si dissocia dal nostro modo istintivo di concepire il religioso molto (troppo) legato al “meraviglioso”. E così allontana i creduloni dalla sua predicazione. Dopo duemila anni di cristianesimo, ahimè, ancora troppi, fra noi, lamentano il fatto che Gesù sia poco appariscente. Non fa sorridere?

Paolo Curtaz – qui il commento nel suo blog

Vangelo 

Mt 13, 54-58
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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