Commento al Vangelo del giorno – 8 luglio 2018 – don Mauro Leonardi

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Gesù è segno di scandalo per i lettori eruditi del Vangelo, per coloro che pensano di possedere già la Verità. Ma Cristo fatto uomo, ci annuncia anche che la Verità è carne che si fa con noi, dentro di noi, tra di noi lungo il cammino di tutta una vita e che non risiede in singoli o gruppi di “eletti”, ma fiorisce dovunque ci sia amore, anche fragile, anche apparentemente lontano da quelle che riteniamo essere leggi e convenzioni indiscutibili.

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Poesia

La fede è fidarsi di ciò che vedi.
Se vedo prodigi.
È Dio.

La fede è credere a ciò che si sente.
Se sento sapienza.
È Dio.

La fede è affidarsi a te.
Non importa da che famiglia vieni.
Quello che sei è quello che hai da donarmi.
Ed è Dio.

Senza la fede, la fiducia, il fidarsi reciproco.
Non c’è amore.

Se non c’è amore.
Non c’è miracolo.
È la vita che se ne va.

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Mc 6, 1-6
Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.