Commento al Vangelo del giorno – 27 dicembre 2016 – don Mauro Leonardi

59

mauro-leonardi

Nel giorno dopo il sabato, Maria di Magdala corse e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Uscì allora Simon Pietro insieme all’altro discepolo, e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Giovanni 20,2-8

Commento al Vangelo

Spesso abbiamo la sensazione di essere dei perdenti anche nella fede, di arrivare sempre secondi, di non essere mai “prescelti” per fare qualcosa di bello e straordinario anche nella vita di fede. Ma la fede in Dio non è una gara è reciproca sollecitudine. Non esiste privilegio ma diversità di vocazione, non esiste primato, se non nel servizio e nella testimonianza fedele delle parole e della volontà stessa di Dio. Così, nel momento della sconfitta, della caduta, della fatica, Pietro continua ad essere il successore di Gesù e Giovanni, proprio perché il suo amore lo fa correre per primo al sepolcro, si fa veramente riconoscere come il discepolo amato quando, ricordandosi della volontà di Gesù, cede il passo a Pietro stesso.

Poesia

Quando perdiamo quello che credevamo sarebbe stato nostro per sempre.
Allora corriamo.
Corriamo a chiamare chi ci aiuta.
Corriamo a cercare chi voglia stare con noi, nel nostro dolore.
Corriamo a vedere se è proprio vero che quello che era nostro, per noi, ora non c’è più.

Non crediamo alle parole.
Non crediamo ai fatti.
Anche se sono miracoli.
Ma poi crediamo di fronte a delle piccole cose che ci svelano il senso delle parole che abbiamo udito, dei fatti che abbiamo visto.
Perché siamo così piccoli che le cose grandi le capiamo solo in ginocchio.
Guardando cose piccole, piccole come un telo che toccava il tuo viso.

[divider style=”solid” top=”10″ bottom=”10″][box type=”info” align=”aligncenter” ]

don Mauro offre la possibilità di lasciare intenzioni per la Messa della mattina sulla pagina Facebook del suo blog “Come Gesù” ogni giorno alle ore 19.
[/box]

Questo commento/poesia del vangelo del giorno è fatto dalla prospettiva di una delle donne senza nome che seguivano Gesù (cfr Lc 8, 1-3). Il suo nome è Zippi (Zippora).

A cura di don Mauro Leonardi – Il suo blog è “Come Gesù

[divider style=”solid” top=”10″ bottom=”10″]

[one_fourth]

[/one_fourth]

[one_fourth]

[/one_fourth]

[one_fourth]

[/one_fourth]

[one_fourth_last]

[/one_fourth_last]

“Una donna del vangelo” è anche sul network Papaboys

Articolo precedenteIl Vangelo del Giorno, 27 dicembre 2016, Gv 20, 2-8
Articolo successivoContemplare il Vangelo di oggi, martedì 27 dicembre 2016