Commento al Vangelo del 9 novembre 2017 – don Mauro Leonardi

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Gesù rifiuta la Pasqua che viene interpretata come possesso esclusivo di qualcuno. Gesù rifiuta la fede come compravendita e come esperienza vissuta sul concetto del ‘do ut des’, come apparenza che è potere e vanità, ma invita a vivere un’esperienza di intimità ed amore che porta al dono di sé, al servizio ai fratelli.

Poesia

Ho fatto del mio corpo un mercato.
Su di me, tutti.
Sei venuto, tu.
Hai scacciato loro con forza.
Hai preso me con dolcezza.
Come cosa preziosa.
Come cosa di Dio.
Il tuo amore mi ha divorato la vita.
Non andar più via.

Ho fatto della mia vita un mercato.
Chi entrava.
Chi usciva.
Mi sono venduta.
Il tuo zelo.
Il tuo amore.
Mi ha liberata.
Ha rovesciato ogni intralcio.
Scacciato ogni inganno.
Siamo rimasti io e te.
La mia vita ora è la tua casa.

Sei tornato nella mia vita, nella tua casa.
E l’hai trovata piena di bestie.
Del loro odore.
Del loro sporco.
Sei tornato nella tua casa.
E hai trovato il denaro che era padrone.
Sei la vita.
Sei l’amore.
È la tua casa.
È la mia vita.
Non c’è posto per nessuno che non sia tu.
Non c’è posto per nient’altro che vita e amore.
Via tutti.
A frustrate.
Via tutti.
La vita e l’amore spazzano via tutto.
Se ci sono loro.
Se arrivano loro.
Ogni sporco, ogni bestia, è cacciata via.
La vita arde.
L’amore arde.
Il segno è che non la fermi la vita.
Non lo fermi l’amore.
Se lo distruggi risorge.

È casa sua.
La mia vita è casa tua.
Non potete rimanere, bestie.
Andate via.
Scacciale tu.
Da sola non riesco.
Il tuo amore.
Consumami.
Consumami.
Sei tu il segno che aspettavo.
Sei tu.

C’è un tempio che si fa in quarantasei anni.
Pietra su pietra.
Sudore su sudore.
Con le mani stanche.
C’è un tempio che si fa in tre giorni.
Carne su carne.
Spirito e anima.
Con le mani aperte.
Con le braccia aperte.
Questo è il segno.
Braccia aperte.
Vita che torna.
Una casa che ti aspetta.
La mia vita che ti aspetta.
Vieni da me.
Voglio abitare il tuo tempio.
Quello di carne.
Quello che in tre giorni tu risorgerai per me.
Fammi entrare.
Scaccia tutto in me.
Fammi entrare.

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Gv 2, 13-22
Dal Vangelo secondo  Giovanni

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete.
Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!».
I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

don Mauro offre la possibilità di lasciare intenzioni per la Messa della mattina sulla pagina Facebook del suo blog “Come Gesù” ogni giorno alle ore 19.

Questo commento/poesia del vangelo del giorno è fatto dalla prospettiva di una delle donne senza nome che seguivano Gesù (cfr Lc 8, 1-3). Il suo nome è Zippi (Zippora).

A cura di don Mauro Leonardi – Il suo blog è “Come Gesù

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